
La Libia si appresta a guidare la prossima sessione del Consiglio dei ministri dell’Organizzazione dei Paesi arabi esportatori di petrolio (OAPEC) e l’Ufficio esecutivo dell’organizzazione, a partire dal 1° gennaio 2026. Domenica, il ministro del petrolio e del gas del governo di unità nazionale, Khalifa Abdulsadiq, ha partecipato alla 115ma riunione del Consiglio dei ministri dell’OAPEC in Kuwait, insieme ai colleghi dei Paesi membri.
Le riserve di gas
Secondo la piattaforma ufficiale del governo libico “Hakomitna”, il Consiglio ha espresso le congratulazioni alla Libia per aver assunto la presidenza della prossima sessione del Consiglio dei ministri e dell’Ufficio esecutivo, un passo che riflette la fiducia internazionale nel ruolo del Paese.
Khalifa Abdulsadiq ha sottolineato come la Libia detenga una delle maggiori riserve di gas della regione, con riserve convenzionali stimate intorno ai 70 trilioni di piedi cubi. Ha evidenziato che il mercato europeo rappresenta la destinazione più vicina e promettente per le esportazioni libiche.
A margine dell’Africa Gas Forum 2025, in un’intervista ad al-Jazeera, il ministro ha ricordato che il gasdotto Greenstream, che collega Libia e Italia, è oggi operativo a meno del 20 per cento della sua capacità, nonostante le infrastrutture già pronte e il potenziale enorme del Paese. Stando ai dati riportati dall’agenzia italiana Nova News, le forniture di gas dalla Libia all’Italia sono calate di quasi il 30 per cento nel 2025, passando da 1,4 miliardi di metri cubi nel 2024 a circa un miliardo di metri cubi.
Libia strategica per l’Europa
Abdulsadiq ha spiegato che le tensioni geopolitiche e i cambiamenti nei mercati energetici hanno spinto l’Europa a cercare fonti stabili di approvvigionamento, sottolineando come il gas sia oggi un elemento chiave per la stabilità globale. Ha ricordato che la posizione strategica della Libia, a cavallo tra Africa ed Europa, offre al Paese l’opportunità di diventare un hub regionale, raccogliendo gas africano per esportarlo verso l’Unione europea.
Il ministro ha osservato che l’Europa dipende in gran parte dal gas naturale liquefatto, più costoso rispetto al gas trasportato via gasdotto, un vantaggio che, a suo avviso, consente alla Libia di giocare un ruolo fondamentale nel fornire alternative sicure e accessibili al mercato europeo. In questo contesto, ha evidenziato la partecipazione al forum di numerose aziende globali operanti in Libia, tra cui Eni, TotalEnergies e Repsol, definite “partner strategici” per il Paese.
Abdulsadiq ha aggiunto che sono in corso discussioni con altri grandi operatori come BP, Shell e OMV, e che sono stati firmati memorandum d’intesa per esplorare opportunità di investimento nel settore petrolifero e del gas, con l’obiettivo di trasformarli in accordi esecutivi. Ha sottolineato come la presenza internazionale dimostri l’importanza crescente del dossier gas, soprattutto mentre l’Europa affronta l’aumento dei costi di elettricità e gas e le soluzioni temporanee non bastano più ai consumatori.
Cooperazione con la Russia
Intanto Libia e Russia hanno avviato colloqui per rafforzare la cooperazione nel settore energetico. Khalifa Rajab Abdul Sadiq ha incontrato a Tripoli l’ambasciatore russo Aidar Aganin, discutendo opportunità di partenariato, coordinamento tecnico e investimenti, con l’obiettivo di sviluppare ulteriormente il settore petrolifero e del gas libico.
Il Ministero del petrolio e del gas ha precisato che l’incontro rientra in un più ampio impegno volto a rafforzare le relazioni internazionali della Libia, creare partnership strategiche con i principali attori del mercato energetico, sostenere la stabilità della produzione, migliorare l’efficienza del settore e potenziare il ruolo del petrolio e del gas nell’economia nazionale.
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