Esteri

Tre verità su Gaza: ecco i veri colpevoli

Tre punti che smontano la propaganda propal. I due Stati c'erano già: uno civile democratico e uno barbaro sanguinario. Tutta Gaza ha festeggiato per le stragi e gli ostaggi del 7 Ottobre

(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)

Al di là dell’orrore e della malvagità esplicitate dai filmati girati dagli stessi assassini e stupratori beduini sui civili israeliani, emergono alcuni importanti punti “politici” sull’attacco del 7 Ottobre.

Uno Stato di fatto

1) La Striscia di Gaza – israelitica fin dall’antichità e israeliana in base ai trattati internazionali di inizio ‘900 (gli stessi trattati che crearono gli Stati arabi) – è stata regalata da Israele agli arabi dagli Accordi di Oslo negli anni ’90.

Nessun israeliano era più presente nella Striscia dal 2005. La Striscia era un territorio completamente autonomo, uno Stato di fatto con proprie elezioni politiche, governato da chi vinse le elezioni, ossia Hamas. Ha un enorme accesso al mare; una frontiera con Israele attraversata quotidianamente dai gazawi per andare a lavorare in Israele o per farsi curare negli ospedali israeliani; una frontiera con l’Egitto ermeticamente chiusa dai “fratelli” musulmani egiziani che, invece, non vogliono assolutamente avere a che fare coi gazawi.

Gaza, da quando fu in mano ai beduini, viveva coi miliardi di euro e dollari di sovvenzioni internazionali, e non conosceva miseria. L’attacco del 7 Ottobre, quindi, è stato un vero e proprio atto di aggressione e di invasione da parte di uno Stato contro un altro Stato confinante.

Crolla di conseguenza tutta la narrazione della resistenza e ribellione araba contro gli “occupanti israeliani”, che non occupavano proprio nulla: crolla tutto il falso storico della “Palestina libera”. Nelle ore di filmati non si sente una sola voce inneggiante la stupidaggine Free Palestine (pronunciata solo dagli utili idioti nostrani), ma si sente gridare unicamente “Allahu Akbar” e “Jihad! Jihad!”: lo scopo dell’invasione era sterminare gli israeliani conquistandone il territorio, e non difendere il proprio da un nemico inesistente.

L’indottrinamento

2) Nessuna persona normale può arrivare a compiere le atrocità sadiche e mostruose documentate dagli stessi carnefici beduini che ne ridevano eccitati. Neonati bruciati nei microonde davanti ai genitori, mutilazioni, stupri, violenze inenarrabili, crudeltà raccapriccianti.

Per giungere a tali barbarie occorre che ci sia stata un’educazione precisa e scientifica per trasformare una generazione di arabi in un’orda assatanata. Ciò la dice lunga sulla società gazawa, su quali siano stati gli insegnamenti, il lavaggio mentale e l’indottrinamento che questi barbari hanno perpetrato sui propri figli.

Colpa collettiva

3) Gli invasori beduini militarizzati del 7 Ottobre sono stati circa 6 mila, ragazzi e adulti. Ciò significa che le loro famiglie non potevano non esserne a conoscenza, difatti sono pubbliche le videocall e le registrazioni telefoniche di costoro che si vantano coi propri parenti dei massacri che stavano compiendo, osannati dai loro famigliari orgogliosi.

Quindi si può calcolare che almeno altre 20-30 mila persone a Gaza fossero direttamente a conoscenza del ruolo nell’invasione dei propri congiunti (mariti, figli, fratelli, padri). A ciò si aggiunga che al ritorno dalla missione a Gaza, con gli ostaggi catturati ed esposti a pubblico ludibrio, tutta la popolazione gazawa applaudiva, festeggiava e si spolmonava felice per le stragi compiute dai propri eroi.

Se ne conclude che tutti gli abitanti di Gaza sono colpevoli, esattamente come gli abitanti tedeschi di Buchenwald e Dachau non potevano non sapere che per oltre dieci anni di fianco a casa loro si perpetrassero milioni di uccisioni ed efferatezze.

Questi semplici punti politici smascherano la falsa propaganda jihadista, i ciechi pregiudizi propal, e le tragiche amenità di cui sproloquiano i nostri politici quando vaneggiano della “soluzione dei due Stati”. I due Stati c’erano già: uno civile democratico e uno barbaro guerrafondaio.

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