Una difesa spaziale europea, i primi passi su spinta di Francia e Italia

Al CYSAT di Parigi il mese prossimo l’annuncio di una prima bozza di legislazione Ue. In Italia il centro di controllo IRIS², rete satellitare sul modello Starlink

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Parigi – Ultima frontiera geopolitica di conquista, lo spazio. Con grande ritardo, ma alla fine anche l’Unione europea si sta muovendo sul fronte della strategia spaziale di difesa. Mentre Stati Uniti, Russia e Cina stanno sviluppando da alcuni anni una vera e propria strategia di difesa per lo spazio, l’Europa fino ad oggi ha latitato.

Ora, di fronte alla fragilità della situazione geopolitica dovuta al conflitto in Ucraina, in un momento storico in cui la Russia abbatte con molta facilità satelliti sull’Ucraina silenziando tutte le comunicazioni e fragilizzando le difese del Paese (rendendo necessario l’aiuto americano di Starlink) l’Ue, in un sussulto di orgoglio, e spinto dal volontarismo di Francia e Italia, vuole recuperare il ritardo accumulato e ha scelto Parigi per delineare quelle che saranno le strategie di difesa dello spazio dell’Ue.

La Commissione europea, l’Agenzia Ue per il programma spaziale (EUSPA) e i membri del Consorzio industriale della futura costellazione europea IRIS² hanno infatti scelto CYSAT 2024, il più grande evento internazionale dedicato alla sicurezza informatica per l’industria spaziale, che avrà luogo a Parigi il 24 e 25 aprile prossimo, per una serie di annunci che definiranno il futuro del settore spaziale in Europa. Una conferenza internazionale in cui l’Italia avrà un ruolo centrale. 

Una legge spaziale europea

Al CYSAT di Parigi la Commissione europea farà una serie di annunci sulla prima bozza di legge spaziale europea (European Space Law) che affronterà in generale le questioni della sicurezza e della sostenibilità. L’European Space Law stabilisce dei requisiti minimi per tutti i sistemi spaziali, in materia di anticollisione, standard di deorbiting per i satelliti e gestione del rischio di sicurezza informatica.

Ma affronterà anche le questioni di sicurezza nell’attuale fragile contesto geopolitico della guerra in Ucraina, proteggendo il sistema spaziale europeo dai rischi sistemici di sicurezza. “Dobbiamo costruire un vero mercato unico dell’Ue per lo spazio e questo è, ovviamente, lo scopo della prossima legge spaziale dell’Ue”, ha dichiarato Thierry Breton, commissario per il mercato interno, in un discorso programmatico alla conferenza spaziale europea il 23 gennaio scorso.

Il progetto di legge che la Commissione europea comincerà ad illustrare al CYSAT di Parigi aiuterà ad armonizzare l’attuale regime spaziale molto diversificato all’interno dell’Ue, dove 11 Stati membri hanno le proprie leggi nazionali in materia di spazio. Un approccio frammentario, che impedisce all’Ue di agire in maniera unitaria.

La legge spaziale dell’Ue stabilirà regole comuni relative alle attività spaziali concentrandosi su tre aree: sicurezza, resilienza e sostenibilità. Con questa strategia, l’Ue adotterà misure concrete per difendere i beni, le informazioni e i sistemi spaziali dell’Ue. L’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione europea Josep Borrell lo ha spiegato con chiarezza: “Lo spazio è diventato un fattore chiave non solo per le nostre società ed economie europee, ma anche per la sicurezza e la difesa. Senza sicurezza, non ci può essere futuro nello spazio”. 

Il futuro di IRIS²  

In un contesto geopolitico in evoluzione, in cui le esigenze di comunicazione in materia di difesa e sicurezza sono in crescita, l’indipendenza dell’Unione europea rispetto agli Usa è fondamentale. La costellazione di satelliti IRIS² è in qualche modo la risposta dell’Unione europea alle pressanti sfide di oggi offrendo maggiori capacità di comunicazione agli attori governativi, garantendo al contempo la banda larga ad alta velocità per far fronte alle zone morte della connettività.

Nel fragile contesto della guerra in Ucraina, in momento storico in cui la Russia abbatte tutti i satelliti per impedire all’Ucraina di accedere alle rete satellitari fragilizzando le comunicazioni e le difese del Paese, la nuova costellazione di satelliti IRIS ² dovrebbe essere in grado di competere con le costellazioni Starlink di Elon Musk e Kuiper di Jeff Bezos, permettendo di offrire per la prima volta una copertura satellitare solida su base europea

L’Italia sarà al centro di questo progetto satellitare in quanto sarà presso il centro spaziale del Fùcino in Abruzzo che sorgerà il centro di controllo della nuova costellazione di satelliti europea IRIS².

Una piattaforma per la difesa spaziale

A Parigi verrà anche presentato l’EU Space ISAC (Information Sharing and Analysis Centre), alla presenza dei suoi membri fondatori, la fonte più completa e unica di dati, fatti e analisi d’intelligence sulla sicurezza spaziale e sulle minacce ai beni spaziali. Questa struttura è destinata a diventare la piattaforma europea di difesa spaziale attraverso la quale gli Stati membri potranno condividere le informazioni strategiche raccolte dai rispettivi servizi di intelligence.

La strategia dell’Ue già delinea le principali minacce che mettono a rischio i sistemi spaziali e le loro infrastrutture terrestri, basandosi su una definizione chiara del dominio spaziale. Per dominio spaziale, agli occhi di questa nuova prospettiva giuridica e geopolitica, s’intende dunque l’ambiente spaziale fisico, le orbite e i veicoli spaziali, le infrastrutture di terra e di lancio, i collegamenti in radiofrequenza, i terminali degli utenti, le informazioni relative alle risorse spaziali, tutto l’ambiente cibernetico e il settore industriale spaziale.

Le minacce spaziali

L’Ue inoltre propone un’analisi classificata annuale delle minacce spaziali denominata Single Intelligence Analysis Capacity (SIAC), un compendio di sistemi in cui vengono utilizzati contributi civili e militari per le valutazioni di Intelligence concernenti minacce allo spazio europeo.

Mentre l’Ue prende in considerazione misure preventive e restrittive nell’ambito della politica estera e di sicurezza comune, non ha ancora deciso però se trattare gli attacchi nel settore spaziale come aggressioni armate (ai sensi dell’articolo 42(7) del Trattato Ue). In questo contesto l’Ue, con gli Stati Uniti, si è affrettata a condannare l’uso di missili anti-satellite (ASAT).

Nonostante i progressi compiuti da Ue, Nato e Nazioni Unite su questo fronte, ciò non scoraggia il comportamento di Paesi come Russia e Cina che continuano a sviluppare armi ASAT e altri dispositivi spaziali offensivi. Per ora l’Ue si limita alla resilienza, e nel contesto d’immobilismo tipico europeo ciò è un gran passo avanti. Nel lungo periodo però la resilienza potrebbe non bastare di fronte alle minacce incombenti della deterrenza.

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