Beppe Grillo “garantista” per un giorno

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Il comico e fondatore del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo ha pubblicato un video sui suoi canali social per difendere il figlio, indagato assieme ad altri ragazzi per violenza sessuale nei confronti di una ragazza conosciuta in vacanza in Sardegna nell’estate del 2019. Il giudice dell’udienza preliminare dovrà presto decidere se rinviare a giudizio i quattro indagati.

Nel video pubblicato sui suoi social, utilizzando i suoi soliti toni aggressivi, Grillo ha difeso il figlio sostenendo che il reato in questione non è mai avvenuto e che i rapporti del figlio e dei suoi amici con la ragazza sono stati consensuali. Innanzitutto, fa rabbrividire che Grillo parli di una ipotetica violenza sessuale come se si trattasse di un gioco o una ragazzata. A sostegno della sua tesi il comico genovese osserva come, a suo modo di vedere, sia strano che la giovane donna abbia denunciato la violenza solo una settimana dopo, facendola passare da presunta vittima a colpevole non si sa di cosa (forse una macchinazione?), quasi ridicolizzandola.

Ci troviamo di fronte all’ennesima metamorfosi di Grillo e del suo partito, perché oltre all’aspetto umano c’è anche la questione politica. Da fervente giustizialista, quando si tratta degli avversari politici, a garantista, quando si tratta degli affetti più cari? I 5 Stelle sono sempre stati per la gogna e la condanna di coloro che fossero solo indagati per reati di corruzione o criminalità organizzata. Negli ultimi giorni, il fondatore del Movimento 5 Stelle è sembrato scoprire il garantismo, principio cardine nella Costituzione italiana, che prevede che l’imputato goda di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, e che la pena non debba essere distruttiva bensì rieducare il condannato.

In questa vicenda calza a pennello una frase pronunciata più di un secolo fa dallo statista piemontese Giovanni Giolitti: “Per i nemici le leggi si applicano, per gli amici si interpretano”. Caro Beppe Grillo, facile essere garantisti quando tocca a sé stessi o agli affetti personali e giustizialisti quando tocca agli avversari politici…

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