Iran: il Consiglio dei Guardiani respinge le richieste del FATF, ma Lady Pesc non legge, non sente, non vede…

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Federica Mogherini non legge, meglio, non si documenta. Ovviamente non intendiamo che la Signora Mogherini non legge libri interessanti e romanzi vari, ci mancherebbe. Intendiamo che la Mogherini non legge le informazioni che le arrivano in merito ad una questione spinosa come quella iraniana, ma prende delle posizioni indipendentemente dai fatti. Quindi, non si documenta.

Qualche giorno fa, come noto, l’amministrazione americana ha approvato la seconda ondata di sanzioni contro Teheran, accordando a soli otto Paesi – tra cui l’Italia – la possibilità di poter temporaneamente, per altri sei mesi, continuare ad acquistare petrolio da Teheran. Una scelta di realpolitik, parte anche di una strategia di divide et impera, soprattutto all’interno dell’Unione europea.

L’amministrazione americana non ha fatto una scelta di hard power contro l’Iran solo per motivi ideologici – di per sé già compresibili, considerando la natura fondamentalista della Repubblica Islamica. Al contrario, ha allegato alla decisione le motivazioni che l’hanno determinata. Ovvero una lunga lista di entità iraniane dei più svariati settori – bancario, portuario e aeronautico – accusati di essere direttamente implicati nel programma missilistico, nucleare e terroristico del regime iraniano. Solo per fare alcuni esempi: c’è la Bank Melli, accusata di finanziare direttamente i Pasdaran e la Forza Qods, ovvero coloro che esportano il terrorismo fondamentalista sciita in tutto il Medioriente e non solo; c’è la Ghavamin Bank, accusata di finaziare le forze di sicurezza iraniane, responsabili delle repressioni delle proteste popolari all’interno dell’Iran; c’è la compagnia di navigazione iraniana IRISL, accusata di trasportare illegalmente personale dei Pasdaran, insieme ad armamenti vari; c’è infine la compagnia di bandiera iraniana Iran Air, accusata di permettere l’arrivo di jihadisti sciiti in Siria, travestiti da normali passeggeri civili, in barba ad ogni normativa internazionale. Questi, come suddetto, sono solo alcuni esempi delle realtà finanziarie e commerciali iraniane sanzionate dal Tesoro americano, ma sono alcuni dei più significativi.

Ma come dicevamo, Federica Mogherini non legge, o meglio non si documenta, prima di prendere una posizione ufficiale a nome dell’Unione europea. Perché se leggesse, saprebbe anche che il Consiglio dei Guardiani iraniano ha cassato la legge approvata dal Parlamento iraniano che tentava di uniformare l’Iran alle richieste del FATF, ovvero del Financial Action Task Force. Il FATF è l’organo inter-governativo che indaga sul riciclaggio di danaro, principalmente a scopo di finanziamento del terrorismo internazionale. Nelle liste del FATF, l’Iran compare sempre al primo posto. Tra Teheran e il FATF, dal 2015, sono in corso dei negoziati per approvare nella Repubblica Islamica una legge che termini il sostegno di Teheran al terrorismo internazionale. Negoziati lunghi, difficili, che avevano portato all’approvazione di una legge al Parlamento iraniano, già di per sé estremamente vaga, visto che è impensabile che l’Iran ponga davvero termine al suo sostegno ad Hezbollah, Hamas e alle varie milizie sciite nella regione. Tra l’Iran e il mondo civile c’è una distanza che si basa non solo su una legge, ma sulla definizione stessa di terrorismo. Ad ogni modo, seppur flebile, quella legge era un passo avanti. Arrivata al Consiglio dei Guardiani, la legge è stata cassata e cestinata. Anche questo la Mogherini non l’ha denunciato, perché Lady Pesc non legge, meglio, non si documenta.

Insomma, alla Mogherini sembra mancare il materiale necessario per esprimere un giudizio adeguato sulla questione iraniana, capace di andare oltre i suoi preconcetti contro l’amministrazione Trump. Eppure è strano, perché tutto il materiale è pubblico e la stessa Mogherini ha accesso ad informazioni che, ai comuni mortali, non sono disponibili.

Allora poi inizia a ronzare nella mente quella vocina che dice: non è che la Mogherini non legga, o meglio, non si documenti; è che omette volontariamente di riportare tutte le informazioni sull’Iran, per raggiungere i suoi fini politici. Fini che rischiano di far fare una brutta fine all’economia europea. Come si dice? A pensar male…

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