La Forza Qods iraniana in Turchia: l’asse islamista Ankara-Teheran minaccia l’Europa

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Ciò che vi riportiamo sta girando in sordina, almeno per ora, solo tra gli account social che si occupano di intelligence: si tratta di due foto, scattate segretamente, che mostrerebbero il responsabile Asia e Caucaso dell’Unità 840 della Forza Qods iraniana in Turchia, presso Antalya. Le immagini sarebbero il risultato di una operazione di intelligence (probabilmente israeliana) e farebbero seguito alla inusuale scelta dell’esercito di Israele di mostrare le fotografie del recente attacco aereo nel Golan siriano e a Damasco, in cui sono morti proprio diversi membri della Forza Qods.



La diffusione di queste immagini di intelligence scattate in Turchia, secondo gli analisti, avrebbe un intento chiaro: dimostrare agli iraniani che ogni loro mossa è seguita e che ad ogni loro azione minacciosa corrisponderà una reazione durissima che, potenzialmente, può anche coinvolgere i vertici delle unità speciali dei Pasdaran.

Se confermate, però, queste immagini dimostrano nuovamente quanto da anni sta drammaticamente emergendo: la Turchia è diventata il centro dell’incontro tra gli “opposti” islamismi, quello sciita e sunnita, dove non solo ci si riunisce per rilanciare le tesi dell’Islam politico, ma anche per organizzare attacchi e operazioni contro Israele, il mondo arabo moderato e l’Occidente.

Qui su Atlantico Quotidiano questo criminale connubio lo denunciamo da anni. Siamo stati tra i pochi che, mesi fa, hanno riportato lo scoop di The Intercept. L’incontro avvenuto nel 2014, proprio in Turchia, tra i rappresentanti della Forza Quds iraniana e i vertici della Fratellanza Musulmana egiziana in esilio. Una notizia esclusiva ottenuta per mezzo di un cable del MOIS, il Ministero dell’intelligence iraniana (che potrebbe addirittura averlo diffuso volontariamente, per colpire l’unità speciale dei Pasdaran – all’epoca comandata dal Soleimani – vista come troppo indipendente nelle sue scelte politiche e militari). 

Le foto di uno dei principali vertici della Forza Quds iraniana in Turchia vengono diffuse qualche mese dopo le rivelazioni del Telegraph, secondo cui Ankara aveva iniziato a concedere carte d’identità e passaporti ai terroristi di Hamas. Una notizia che ha messo in allarme non solo Israele, ma tutta l’Europa, Italia in testa. Diversi rappresentanti politici italiani, infatti, hanno messo in luce come ciò rappresenti un rischio per la sicurezza nazionale, non solo perché i terroristi di Hamas potrebbero recarsi in Libia per combattere la jihad, ma anche perché potrebbero infiltrarsi liberamente in Europa (Italia in primis) per organizzare attentati con il sostegno dei leader della Fratellanza Musulmana europei.

Il pericolo non è solo potenziale, ma reale. Come abbiamo visto, infatti, lo sgozzamento del professor Samuel Paty in Francia è stato il frutto di una fatwa di un sostenitore di Hamas. E gli attacchi di Vienna hanno portato all’arresto di decine di estremisti legati a Hamas e alla Fratellanza Musulmana. In questo contesto, va ricordato che da quando l’Iran e Hamas hanno ristabilito i rapporti politici e militari – dopo la crisi dell’inizio della guerra in Siria – Teheran ha aumentato a 30 milioni di dollari il sostegno mensile al gruppo terroristico palestinese.

Per questo il possibile intreccio Forza Quds-Servizi Turchi-Hamas dev’essere indagato e approfondito. Rappresenterebbe infatti una minaccia molto concreta alla sicurezza dell’Europa, il cui fine sarebbe quello di destabilizzare le democrazie occidentali e tenerle sotto scacco dell’Islam politico.

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