La Francia si prepara al peggio: record di contagi (ma anche di test) e mascherine obbligatorie

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Le misure anti-Covid per preparare la riapertura delle classi subiscono una spettacolare accelerazione in Francia. Fino ad allora il governo non aveva voluto prendere una decisione univoca lasciando ai presidi la decisione di rendere obbligatorie o meno le mascherine nelle scuole durante le ore di ricreazione. Ma oggi, il ministro dell’istruzione è stato molto più diretto.

“Per gli studenti delle scuole medie e superiori, l’uso delle mascherine è obbligatorio sia negli spazi chiusi che in quelli all’aperto, ha spiegato. Questo è ciò che abbiamo stabilito come regola. La nuova regola è ora inclusa nel nuovo protocollo sanitario aggiornato pubblicato sul sito web del ministero”.

Il ministro ha annunciato la scorsa settimana che l’uso delle mascherine sarà ora obbligatorio per gli studenti di età superiore agli 11 anni. Nel nuovo protocollo sanitario si specifica che “non è obbligatorio quando è incompatibile con l’attività (consumare i pasti, pernottare in collegio, praticare sport, per esempio) Mascherine trasparenti saranno disponibili per le maestre d’asilo ove necessario soprattutto quando si tratta di apprendere le lingue ed è necessaria una lettura labiale o per le classi con bambini sordomuti o con problemi all’udito.

Intanto, il primo ministro Castex annuncia che nella capitale Parigi, la mascherina sarà resa obbligatoria vista la recrudescenza di casi. Possibile la chiusura dei ristoranti alle 23 come avvenuto a Marsiglia dove già c’è obbligo di mascherina in tutta la città. Ventuno dipartimenti sono diventati zone rosse e tra questi ovviamente c’è la capitale oltre ad altre città come Marsiglia, Lione, Bordeaux. Le strette misure sono state prese in seguito alla moltiplicazione di casi: 6.111 in tutta la Francia nelle ultime 24 ore, un record assoluto da aprile e ad un tasso di positività che ha oramai superato il 3,7 per cento. Allo stesso tempo, ed è ciò a preoccupare il governo, i ricoveri in ospedale ed in terapia intensiva “cominciano lentamente ma inesorabilmente a crescere”. Vero è che parallelamente sono aumentati anche i test, 840.000 a settimana secondo il ministro della salute Olivier Véran. “È uno sforzo senza precedenti”, ha spiegato, ma l’idea è di raggiungere a breve termine, “il milione di test alla settimana”. Intanto, fioccano i controlli e le multe (30.000 controlli e 700 verbali al giorno secondo il primo ministro Jean Castex) ed il governo francese lavora alacremente alla messa a punto di un vaccino che potrebbe essere disponibili alla fine del 2020 o all’inizio del 2021. Il governo comunque, visti i numeri, mette le mani avanti: già pronti piani “per riconfinare il Paese” ed aumentata esponenzialmente la capacità di ricovero in ospedale e le scorte di farmaci per la rianimazione.

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