Un nome per uscire dal pantano italiano? Bashar Al-Assad avrebbe la maggioranza

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D’improvviso, la crisi di Governo ha trovato una soluzione: mandato esplorativo al presidente siriano Bashar Al-Assad, che in Parlamento può contare su un’ampia maggioranza per portare avanti le (fake) riforme che lo hanno reso un idolo del web: sanità e università gratuite, libertà di culto, indipendenza dello stato siro-italiano, ricchi premi e cotillons. Santo Cielo! Avevamo il Paese della Cuccagna a portata di mano – anzi, di Tomahawk – e non ce n’eravamo mai accorti! Già, perché l’immondezzaio di fake news pro satrapo di Damasco non conosce sosta, e il fronte dei suoi sostenitori è unito e compatto come non mai, specie dopo l’attacco americano, inglese e francese dell’altra notte. Ex nostalgici del nazionalsocialismo arabo in salsa baathista; filo-sovietici che lo sostengono in quanto amico della Russia nella speranza di rinverdire i bei tempi del Patto di Varsavia; cattolici che lo difendono perché “garantisce la libertà di culto” (sic); innamorati dei totalitarismi esotici in ogni dove; e, infine, la nuova destra sovranista che ha eletto Putin a suo mentore, perché, “usa le maniere forti” (sic, sic), e noi, di tempo con la democrazia e le sue complesse procedure, non ne abbiamo più. E poi Assad ci difende dai terroristi islamici (sic, sic, sic). Tutti insieme uniti dall’odio nei confronti del liberalismo anglosassone, del libero mercato e delle libertà politiche dell’Occidente in cui questi signori sguazzano alla stra-grande.

Le notizie sugli attacchi chimici? Una montatura. I video con gli oppositori torturati nelle prigioni siriane? Balle messe in giro dalla Cia (perché se non c’è la Cia che piacere è?). E poi i torturati sono tutti “terroristi islamici”. Certo. Compresi democratici, liberali e intellettuali. La guerra civile che da sette anni sta distruggendo una delle nazioni culla della nostra civiltà portando morte e sfollati in tutto il Paese? Una chiara mossa dell’Occidente per destabilizzare il Medio Oriente. Insomma, il dittatore siriano non sbaglia mai, è un passo dal dogma dell’Infallibilità. Si potrebbe discutere per anni sugli errori della Nato e dell’Occidente, e definire Assad per quello che è – un dittatore criminale che ha distrutto il suo paese – non significa approvare l’azione estemporanea di Trump, Macron e May acriticamente. Anche perché il diritto di critica in Occidente c’è, eccome. Stupisce vedere un simile atteggiamento anche da parte di chi, in un passato nemmeno troppo lontano, rimarcava – come giusto che sia – la nostra appartenenza all’Alleanza Atlantica, alla Nato, alle tante organizzazione che l’Occidente ha creato per darsi uno sviluppo democratico e civile.

Si può essere scettici sui missili di Trump senza paragonarlo ad Assad o esaltare quest’ultimo come benefattore dell’umanità. Ma di questi tempi di perenne “di qua o di là”, di continuo “pro o contro”, la complessità di un pensiero o le sfumature che lo rendono tale non ottengono like. Quindi, presidente Mattarella, se vuole uscire dal pantano dia l’incarico a Bashar Al-Assad da Damasco: sono convinto che conterebbe su 630 deputati alla Camera e 315 senatori al Senato. E piacerebbe pure ai grillini.

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