Day by Day: le eccellenze italiane Igp e il Taste of Roma 2018

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Due giorni per celebrare la Pasta di Gragnano Igp, prodotto simbolo del Made in Italy, in quella che è la sua patria: Gragnano, la cittadina affacciata sul golfo di Napoli che, per posizione geografica, microclima e storia, è da secoli sinonimo di eccellenza nel mondo. Si presenta così la Festa della Pasta 2018, in scena sabato 15 e domenica 16 settembre nel centro storico gragnanese. A partecipare saranno tutti i 14 pastifici facenti parte del Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano Igp, presenti con i loro stand espositivi lungo via Roma, internazionalmente riconosciuta come “la strada della pasta”, immortalata, in immagini d’epoca, ricolma di spaghetti e maccheroni messi a essiccare al sole con il fondamentale apporto della brezza marina. Una vera e propria Street Pasta, con l’opportunità per tutti i visitatori di degustare quattro golose ricette della tradizione, in grado di valorizzare al meglio i formati tipici: Spaghetti al pomodoro, Pasta mista e fagioli, Mezzi ziti allo scarpariello, Mezzi paccheri provola e melanzane. Grande novità di
quest’anno, sarà l’iniziativa Pastifici Aperti, grazie alla quale sarà possibile visitare le aziende consorziate aderenti e scoprire, passo dopo passo, come nascono capolavori fatti di solo grano, acqua e passione: porte aperte a tutti, la domenica. Sempre in via Roma, all’altezza di via Pasquale Nastro, sabato 15 alle ore 21.00, prenderà il via lo show con ingresso gratuito dei comici Gigi e Ross & Friend, con la partecipazione della cantante Valentina Stella e gli interventi dell’attore Alessandro Siani, al quale sarà consegnato il premio Eccellenze del Sud, e dello scrittore Maurizio De Giovanni, in qualità di Messaggero della Pasta di Gragnano Igp. Per Massimo Menna, presidente del Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano Igp, “la tradizione di questa festa è molto sentita da tutti i gragnanesi. Abbiamo aggiunto la giornata di visita ai pastifici affinché i visitatori possano innamorarsi ancor di più della nostra magnifica pasta, respirandone il profumo e facendosi coinvolgere dalla passione di chi la produce. La nostra pasta è un patrimonio di tutti gli italiani, da tutelare e promuovere con orgoglio nel mondo intero, e in tal senso sono dirette le attività che il nostro Consorzio porterà avanti dentro e fuori dai confini nazionali”. E Maurizio Cortese, direttore del Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano Igp, sottolinea che “oltre ad avere un’immensa portata sul piano gastronomico la nostra pasta racchiude in sé enormi valori storico-sociali. Inoltre ricopre, nel settore agroalimentare, un ruolo di primo piano anche dal punto di vista economico, basti pensare che la percentuale di export della produzione si aggira intorno al 70 per cento, a dimostrazione di quanto il nostro prodotto rappresenti per i consumatori internazionali un vero e proprio simbolo di quanto di meglio possa offrire il Made in Italy”. Ecco i nomi dei 14 pastifici del Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano Igp partecipanti alla Festa della Pasta 2018: Pastificio Lucio Garofalo; Pastificio G. Di Martino; Liguori Pastificio dal 1820; L’Oro di Gragnano; Il Re della Pasta; Pastificio D’Aniello; Pastificio D’Aragona; Pastificio Antonio Massa; Pastificio Il Mulino di Gragnano; Premiato Pastificio Afeltra; Antiche Tradizioni di Gragnano; La Fabbrica della Pasta di Gragnano; Cooperativa Pastai Gragnanesi; Pastificio Dei Campi.

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Tra le eccellenze italiane c’è la pesca di Leonforte Igp: una produzione annua di 800 tonnellate ne fanno una realtà “di nicchia” che si inserisce tra le Ig food riconosciute. A livello europeo sono 1.407 di cui 296 solo in Italia tra Dop, Igp e Stg, tutte espressioni di un forte legame con il territorio di origine. Come raccontano il presidente del Consorzio Pesca di Leonforte Igp Carmelo Salamone e il responsabile del Consorzio Domenico Di Stefano, si tratta di un’eccellenza nella tutela della biodiversità e dell’identità territoriale, ma anche della sostenibilità ambientale: tre elementi che rendono questa pesca un prodotto unico. Anche perché, la scelta di coltivare questo frutto avvolgendolo in un sacchetto di carta pergamena è il risultato di una sperimentazione che dall’iniziale intento di proteggerlo dagli insetti in breve tempo si è trasformata in una soluzione ottimale e soprattutto sostenibile. Sia per l’ambiente, perché si elimina alla base l’utilizzo di pesticidi, sia a livello economico perché, proteggendo il frutto dagli agenti atmosferici, permette di salvaguardare il raccolto dalle intemperie del tempo e avere quindi minori perdite sul campo. “Il sacchetto rappresenta per la pesca di Leonforte Igp un tratto distintivo di qualità, bontà, genuinità e dolcezza”, afferma Salamone, “e il fatto
che sia una pratica particolarmente onerosa non rappresenta un deterrente: essa conferisce al frutto un sapore ed un profumo difficilmente riscontrabili in altri prodotti. Tale tecnica infatti, consente la raccolta in prossimità della maturazione ovvero quando i frutti hanno raggiunto un grado di dolcezza elevato e il residuo è praticamente pari a zero. La pesca di Leonforte Igp comunque non è una sola, ma sono tante antiche varietà locali che maturano da settembre fino a metà novembre. I frutti maturando tardi e nel sacchetto, assumono un colore giallo intenso con leggere striature rosse, profumatissime, con la polpa soda e dolce. La buccia cambia leggermente colore a seconda della varietà e dell’epoca di raccolta”. La coltivazione di questo frutto avviene su aree pianeggianti e colline della Sicilia centrale tra i 200 e i mille metri sul livello del mare e che comprende Leonforte ma anche Assoro, Agira, Enna, Calascibetta. L’estensione della superficie su cui si oggi si coltiva la pesca di Leonforte Igp è cresciuta, soprattutto dagli anni settanta. Da quando, sulla scia della geniale intuizione di un imprenditore agricolo, si è iniziato a praticare questo lavoro certosino. I frutti ancora piccoli e verdi vengono infatti insacchettati a mano uno ad uno e chiusi con un sottilissimo fil di ferro; agli inizi di settembre i sacchetti vengono staccati dall’albero, si estraggono le pesche e si selezionano, ancora una volta a mano e ancora una volta una per una: si eliminano quelle con qualche difetto e quelle buone – selezionate in base al calibro – vengono destinate alla commercializzazione. Qualche dato: la produzione media annua è di circa 800 tonnellate e di queste poco più della metà è destinata a diventare Igp. “A coltivarla”, spiega Di Stefano, “sono circa 20 produttori aderenti al Consorzio di Tutela, mentre la distribuzione avviene per il 90 per cento in Italia soprattutto grazie a grandi catene della gdo, ed il restante 10 per cento viene esportato soprattutto in Germania e a Dubai”.

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Quella di Taste of Roma 2018 sarà un’edizione incentrata sull’arte e tutte le sue declinazioni quella che avrà luogo a Roma dal 20 al 23 settembre presso i Giardini Pensili dell’Auditorium Parco della Musica. Per raccontare questo appuntamento si partirà dal concetto di “evoluzione del gusto” che caratterizza la storia del Festival. A Taste of Roma 2018 si scoprirà quale opera artistica italiana ispira maggiormente la cucina degli chef protagonisti. Quest’anno il quarto piatto del menu di ogni ristorante sarà il #piattodautore, ovvero la rappresentazione della loro evoluzione culinaria. “Lavoriamo con e per il cibo da anni, per noi rappresenta una delle massime espressioni artistiche che coinvolge i cinque sensi. In un’epoca come questa di grandi evoluzioni, torniamo all’origine, e la raccontiamo con innovazione, cercando anche quest’anno di regalare un’esperienza irripetibile”, afferma il general manager di Be.It events Mauro Dorigo, In scena oltre 20 fuoriclasse della cucina italiana e 72 portate realizzate live dalle cucine dell’evento. I visitatori potranno scegliere tra le diverse creazioni, componendo il proprio menu, già online sul sito tasteofroma.it. “La Fondazione Musica per Roma saluta con entusiasmo l’apertura di Taste of Roma”, commenta il presidente della Fondazione Musica per Roma Aurelio Regina, “e per l’occasione mette a disposizione i giardini pensili dell’Auditorium, una cornice che negli anni ha contribuito a renderla una delle più importanti e prestigiose manifestazioni europee del settore enogastronomico”. Tra i ristoranti che parteciperanno a questa edizione, sono da sottolineare le presenze di La Terrazza Hotel Eden con lo chef Fabio Ciervo, Acquolina con Angelo Troiani, Imàgo all’Hassler con Francesco Apreda, La Pergola – Hotel Rome Cavalieri con Heinz Beck.

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