
“Leggo che Elly Schlein avrebbe finalmente accettato l’invito di Fratelli d’Italia a partecipare ad Atreju, ma solo in caso di un confronto diretto con me. Atreju è sempre stata una casa aperta al dialogo, anche con chi la pensa diversamente. Sono quindi pronta a confrontarmi con l’opposizione. Ma ritengo che al confronto debba partecipare anche Giuseppe Conte”. Giorgia Meloni risponde così alla segretaria dem, che voleva un confronto con lei, e lo fa aprendo anche al leader del M5S adducendo “due ragioni”. “La prima è che Giuseppe Conte, a differenza di Elly Schlein, anche negli anni passati è venuto ad Atreju senza imporre alcun vincolo – spiega Meloni -. Lo ha fatto anche da Presidente del Consiglio. La seconda è che non spetta a me stabilire chi debba essere il leader dell’opposizione, quando il campo avverso non ne ha ancora scelto uno. Da parte mia, quindi, sono disponibile a un confronto unico con entrambi”.
Atreju, la kermesse politica di Fratelli d’Italia, è in programma dal 6 al 14 dicembre a Roma, vicino a Castel Sant’Angelo. Elly Schlein aveva accettato l’invito a partecipare ad Atreju ponendo una condizione precisa. La segretaria dem voleva un confronto diretto e senza intermediari con Giorgia Meloni. “Sarei felice di venire ad Atreju”, aveva detto Schlein, ma solo “che sul palco ci sia anche Giorgia Meloni, per un confronto a due”. Un anno prima, nel 2024, Schlein aveva rifiutato l’invito sostenendo che “il confronto si fa in Parlamento, non alle feste di partito”. Meloni ha risposto aprendo a un confronto a tre, includendo anche Giuseppe Conte. Schlein peròalla fine ha deciso di rifiutare: “Meloni in questo modo scappa. Allora inviti anche Tajani e Salvini”.
Le ragioni del confronto allargato
Giorgia Meloni ha spiegato le sue motivazioni per volere Conte nel dibattito. “La prima è che Giuseppe Conte, a differenza di Elly Schlein, anche negli anni passati è venuto ad Atreju senza imporre alcun vincolo. Lo ha fatto anche da Presidente del Consiglio” ha detto Meloni. “La seconda è che non spetta a me stabilire chi debba essere il leader dell’opposizione, quando il campo avverso non ne ha ancora scelto uno”. La premier ha quindi concluso: “Da parte mia, quindi, sono disponibile a un confronto unico con entrambi”.
Giuseppe Conte ha immediatamente accettato la proposta. “Avevo sondato la possibilità di un confronto con Meloni ad Atreju anche nelle precedenti edizioni e mi fu risposto di no”, ha ricordato il leader M5S. “Per me va sempre bene confrontarsi e dirsi le cose come stanno. Non mi sottraggo certo oggi. Ci sono!”. Intanto altri leader di opposizione hanno già accettato l’invito ad Atreju senza condizioni. Matteo Renzi, Carlo Calenda e i rappresentanti di Alleanza Verdi e Sinistra parteciperanno alla kermesse.
I dubbi nell’organizzazione
Giovanni Donzelli, capo dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, ha espresso perplessità sulla richiesta di Schlein. “Porterò questa proposta a Giorgia Meloni e deciderà lei, aveva detto Donzelli. “L’unica cosa che ci interessa è non mancare di rispetto agli altri leader dei partiti di opposizione che hanno dato disponibilità senza porre alcuna condizione”. Nei giorni scorsi Schlein aveva criticato la posizione di Meloni: “Mi dispiace che Meloni abbia rifiutato di fare il confronto con me. Forse ha più paura di me visti i risultati che abbiamo ottenuto”.
Nel 2024 la situazione era stata diversa. Allora Schlein, da poco eletta segretaria del Pd, aveva rifiutato l’invito ad Atreju. Gli organizzatori avevano così scelto di ospitare Giuseppe Conte come principale rappresentante dell’opposizione. Quest’anno i rapporti tra le due leader sembravano migliorati dopo l’approvazione congiunta della legge sul femminicidio e i lavori sulla norma sul consenso libero e attuale. Ma la richiesta di un faccia a faccia esclusivo ha riaperto le tensioni.
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