
La mattina del 15 marzo 2026, la base di Ali Al Salem in Kuwait è stata oggetto di un attacco con drone. La base ospita personale militare italiano e americano. Un velivolo a pilotaggio remoto della Task Force Air italiana, collocato all’interno di un hangar, è stato distrutto. Lo Stato Maggiore della Difesa ha confermato che il personale presente era in sicurezza e non ha riportato ferite.
I dettagli dell’attacco
La Task Force Air italiana aveva ridotto il numero di uomini nei giorni precedenti per via della crescente instabilità nella regione. Nonostante l’alleggerimento delle forze, erano ancora operative alcune unità dedicate alle attività essenziali della missione. Il drone distrutto, identificato come MQ-9A “Predator Reaper,” era fondamentale per missioni di sorveglianza e ricognizione nell’ambito della coalizione internazionale contro l’Isis. Il velivolo è stato schierato per garantire la continuità delle operazioni.
Reazioni delle autorità italiane
Il Generale Luciano Portolano, Capo di Stato Maggiore della Difesa, ha dichiarato di essere in costante contatto con il Ministero della Difesa, guidato da Guido Crosetto, per monitorare la situazione. Portolano ha rassicurato che la sicurezza del personale è sempre stata una priorità. Anche il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha ribadito che i soldati italiani sono al sicuro e ha sottolineato che non ci si farà intimidire da simili attacchi.
La base nel contesto della guerra in Medio Oriente
Ali Al Salem si trova in un’area strategica, al centro delle tensioni legate al conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele. La base è stata colpita più volte negli ultimi giorni, in seguito alla risposta dell’Iran agli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele contro obiettivi iraniani. Dopo gli attacchi, il personale italiano ha trovato rifugio nei bunker presenti nella base. Il drone iraniano fa parte della più ampia strategia di ritorsioni messe in atto da Teheran nei confronti delle strutture militari nella regione.
Conseguenze e misure adottate
La missione italiana a Kuwait, denominata “Operazione Prima Parthica,” coinvolge circa 400 militari ed è parte della coalizione internazionale contro l’Isis. Nonostante il danneggiamento subito, il Ministro Tajani ha confermato che le missioni militari continueranno, mantenendo gli impegni presi a livello internazionale. Altri attacchi nella regione sono stati respinti dalle difese locali. In Kuwait, il Ministero della Difesa ha confermato di aver abbattuto otto droni ostili nelle ultime 24 ore, mentre altri sei hanno causato danni materiali e lieve ferimento di militari kuwaitiani.
Un contesto di tensioni sempre più forti
Il conflitto in Medio Oriente si intensifica, con numerosi attacchi registrati in questi giorni. Gli Stati Uniti e Israele continuano a colpire infrastrutture militari iraniane, mentre l’Iran risponde con droni e missili verso basi militari e infrastrutture dei Paesi del Golfo. La situazione resta delicata, coinvolgendo anche organizzazioni internazionali e missioni navali volte a garantire la sicurezza delle rotte commerciali, come quella nello Stretto di Hormuz, fondamentale per il traffico di petrolio mondiale.
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