
Nella notte tra il 6 e il 7 settembre 2025, un imponente attacco russo ha colpito l’Ucraina, danneggiando 16 città con circa mille tra droni e missili. Le autorità ucraine hanno parlato di uno degli assalti più vasti degli ultimi mesi. A Kiev, la capitale, diverse infrastrutture pubbliche e residenziali sono state colpite dai detriti dei droni intercettati, causando incendi e gravi danni.
Secondo il sindaco della città, Vitali Klitschko, almeno due persone sono morte, tra cui un bambino di un anno. Diciotto persone sono rimaste ferite, inclusa una donna incinta. Alcuni testimoni hanno riferito di auto in fiamme e colonne di fumo visibili anche a distanza. Tra i quartieri più colpiti ci sono Sviatoshynskyi e Darnytskyi.
Colpito il palazzo del governo: l’intervento dei soccorritori
A Kiev l’attacco ha raggiunto anche il cuore politico del Paese. Per la prima volta, il palazzo del Consiglio dei ministri, sede del governo, è stato seriamente danneggiato. La premier ucraina, Yulia Svyrydenko, ha confermato che il tetto e i piani superiori dell’edificio hanno subito gravi danni. “I soccorritori stanno spegnendo le fiamme”, ha dichiarato Svyrydenko, ringraziando le squadre di emergenza per il loro lavoro.
L’incendio, visibile dalla facciata dell’edificio situato nel distretto di Pechersk, ha richiesto l’intervento immediato dei vigili del fuoco e, secondo quanto riportato, elicotteri sorvolavano la zona per spegnere le fiamme. Fortunatamente, nonostante i danni, non ci sono vittime direttamente legate all’impatto sull’edificio governativo.
Danni e vittime in altre regioni
Oltre a Kiev, altre città ucraine hanno vissuto una notte drammatica. Nel sud-est, a Zaporizhzhia, 15 persone sono rimaste ferite, quattro delle quali sono state ricoverate in ospedale. Ivan Fedorov, capo dell’amministrazione militare della regione, ha diffuso immagini degli edifici distrutti dall’attacco. Nell’attacco a Dnipropetrovsk, invece, un uomo di 54 anni ha perso la vita, mentre diverse persone sono state ferite.
La regione nord-orientale di Sumy è stata colpita da un bombardamento nella città di Putyvyl, che ha causato la morte di una persona e il ferimento di altre, tra cui un bambino di nove anni. A Odessa, il governatore Oleh Kiper ha riferito che i droni hanno distrutto infrastrutture civili e abitazioni private, provocando incendi significativi.
Appello di Kiev: più sanzioni e armi
La premier Yulia Svyrydenko si è rivolta ai Paesi alleati, chiedendo un’ulteriore pressione contro Mosca. “Il mondo deve rispondere a questa distruzione non solo con le parole, ma con i fatti”, ha affermato la premier attraverso il suo account Telegram. Svyrydenko ha inoltre ribadito la necessità di rafforzare le sanzioni, con particolare attenzione al petrolio e al gas russi.
La richiesta di Svyrydenko include anche la fornitura di nuove armi per fermare le aggressioni russe e proteggere la popolazione ucraina. Le autorità hanno enfatizzato l’urgenza di ricevere aiuti militari per prevenire ulteriori attacchi e ridurre il numero di vittime civili.
Reazioni internazionali e prospettive diplomatiche
Le preoccupazioni della comunità internazionale si sono concentrate sull’impatto umanitario causato dagli attacchi. Tuttavia, il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov, durante il forum economico di Vladivostok, ha dichiarato che il dialogo con Kiev resta “piuttosto difficile”. Nonostante gli sforzi diplomatici di alcuni leader mondiali, come l’ex presidente USA Donald Trump, non sono stati raggiunti risultati concreti per porre fine al conflitto.
Nel frattempo, i cittadini ucraini continuano a vivere sotto la minaccia costante dei bombardamenti, costretti spesso a rifugiarsi nei bunker. Il bilancio definitivo dei morti e dei feriti potrebbe ancora salire nelle prossime ore, considerando l’entità degli attacchi e i danni riportati.
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