Gli attentatori forse pakistani
Secondo quanto emerge, i due attentatori potrebbero essere di origine pakistana. Si cerca anche un terzo responsabile. Possibile che nei dintorni dell’attacco ci siano anche degli esplosivi all’interno di alcune auto.
Netaniahu attacca il premier australiano
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha attaccato il primo ministro australiano Anthony Albanese, accusando Canberra di alimentare l’antisemitismo incoraggiando “l’odio verso gli ebrei che ora imperversa nelle vostre strade. L’antisemitismo è un cancro. Si diffonde quando i leader rimangono in silenzio. Dovete sostituire la debolezza con l’azione”.
Albanese: "Malvagio atto di antisemitismo"
“Questo pomeriggio si è verificato un devastante attentato terroristico a Bondi durante la celebrazione dell’Hanukkah by the Sea. Si tratta di un attacco mirato contro gli ebrei australiani nel primo giorno dell’Hanukkah, che dovrebbe essere un giorno di gioia, una celebrazione della fede. È un atto di malvagio antisemitismo, terrorismo, che ha colpito il cuore della nostra nazione. Un attacco agli ebrei australiani è un attacco a tutti gli australiani”, ha detto il primo ministro australiano, Anthony Albanese. “Il male che si è scatenato oggi a Bondi Beach è oltre ogni comprensione, e il trauma e la perdita che le famiglie stanno affrontando stasera vanno oltre il peggior incubo di chiunque. Non c’è posto per questo odio, questa violenza e questo terrorismo nella nostra nazione. Voglio essere chiaro: lo sradicheremo. Da questo vile atto di violenza e odio emergerà un momento di unità nazionale in cui tutti gli australiani abbracceranno i loro concittadini di fede ebraica. In questo momento buio per la nostra nazione, la nostra polizia e le nostre agenzie di sicurezza stanno lavorando per identificare chiunque sia coinvolto in questo oltraggio”.
Uno degli attentatori era già noto
Uno degli attentatori di Bondi Beach era stato inserito nelle liste sorveglianza dell’Asio, l’agenzia di intelligence australiana. Il direttore generale Mike Burgess, ha spiegato a Abc News che “come per la polizia del Nsw, uno di questi individui ci era noto, ma non in una prospettiva di minaccia immediata, quindi dobbiamo indagare su cosa sia successo”. “Come da prassi standard, stiamo esaminando l’identità degli aggressori e dove questa sia nota. Stiamo cercando di capire se c’è qualcuno nella comunità che ha intenzioni simili”, ha aggiunto. “È importante sottolineare che, al momento, non abbiamo indicazioni in tal senso, ma è un aspetto su cui stiamo conducendo indagini attive”.
Le autorità confermano: "Attacco contro gli ebrei"
“Questo attacco era diretto contro la comunità ebraica di Sydney”, ha detto il premier del Nuovo Galles del Sud, Chris Minns. “La strage è stata dichiarata un attacco terroristico a causa dell’evento preso di mira e delle armi utilizzate”, ha spiegato il capo della polizia Mal Lanyon. Sul posto è stato rinvenuto un veicolo che si riteneva contenesse diversi ordigni esplosivi improvvisati: “Al momento la nostra unità di sminamento è sul posto per occuparsene”.
SALE A 12 NUMERO MORTI, I FERITI SONO 29
Il numero dei morti, secondo i media australiani, sarebbe salito a 12. I feriti sono 29.
Il rabbino di Sydney tra i morti
Il rabbino di Sydney, Eli Schlanger, risulta essere tra i morti della sparatoria di massa avvenuta durante una festa di Hanukkah a Bondi Beach. Lo riferisce il portavoce della comunità Chabad locale.
La comunità italiana: "Il pericolo è nelle nostre città"
“Attoniti riceviamo le notizie da Sydney sulla sparatoria durante l’accensione della chanukkia in un evento comunitario. Anzitutto il nostro addolorato abbraccio alla Comunità ebraica locale alle famiglie delle vittime e ai feriti. Il dolore diventa rabbia al pensiero di tanti appelli fatti per arginare odio e violenza, per avvertire che il pericolo è dentro le nostre città. Massacro – perché questa è la parola giusta – di cui sono responsabili vertici nazionali e locali assieme a media e stampa selettiva che assecondano odio anti israeliano ed ebraico appiattendosi sulle narrative della propaganda di Hamas e propal, che legittimano piazze e aule nelle quali si inneggia al delitto abusando di ogni diritto e libertà. Di nuovo ribadiamo l’urgenza di norme di legge con le quali arginare stragi annunciate e pericoli sottovalutati anche qui in Italia da chi da spazio alle menti che hanno scelto di spegnere la luce della ragione. Stasera accenderemo le luci di Chanukkah nelle nostre case e piazze ancor più consapevoli delle nostra missione storica e futura di difendere la vera essenza delle libertà costituzionali e del popolo ebraico e di Israele di vivere in pace e in sicurezza”, lo scrive in una nota Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
Una associazione islamica: "Condanniamo"
“I nostri cuori, pensieri e preghiere sono rivolti alle vittime, alle loro famiglie e a tutti coloro che hanno assistito o sono stati colpiti da questo attacco profondamente traumatico”, ha detto l’Australian national imams council, importante associazione musulmana. “Questo è un momento in cui tutti gli australiani, compresa la comunità musulmana australiana, devono unirsi in unità, compassione e solidarietà”.
Il presidente Israeliano: "Momenti orribili"
“I nostri cuori vanno alle nostre sorelle e fratelli ebrei a Sydney che sono stati attaccati da scompigliati terroristi mentre andavano ad accendere la prima candela di Chanukkah. Ho appena parlato con David Ossip, presidente del Consiglio dei Deputati Ebrei del NSW, che stava parlando all’evento mentre iniziava l’attacco a sparatorie. Ho trasmesso a nome di tutta la nazione di Israele le nostre condoglianze alle famiglie in lutto e le preghiere per i feriti.Più e più volte abbiamo invitato il governo australiano ad agire e a combattere contro l’enorme ondata di antisemitismo che sta affliggendo la società australiana.I nostri pensieri e le nostre preghiere sono con la comunità ebraica di Sydney e con l’intera comunità ebraica australiana in questo momento orribile”, ha scritto su X il presidente israelinao Isaac Herzog.
"Era prevedibile"
Robert Gregory, presidente dell’Associazione ebraica australiana, ha detto che la sparatoria di Bondi Beach, durante la festa di Hanukkah, era “del tutto prevedibile”. Il governo australiano del primo ministro Anthony Albanese, ha aggiunto, “è stato ripetutamente avvertito, ma non ha adottato misure adeguate per proteggere la comunità ebraica”.
Von der Leyen: siamo sotto choc
Siamo “sconvolti dal tragico attacco di Bondi Beach, porgo le mie più sentite condoglianze alle famiglie e ai cari delle vittime. L’Europa è al fianco dell’Australia e delle comunità ebraiche di tutto il mondo. Siamo uniti contro la violenza, l’antisemitismo e l’odio”, ha scritto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.
Attentato a Bondi Beach
Bondi Beach, una delle spiagge più iconiche di Sydney, è stata teatro di una sparatoria di massa durante una celebrazione della festività ebraica di Hanukkah. Due uomini armati hanno aperto il fuoco sulla folla riunita per l’accensione della prima candela, causando almeno dieci morti e diversi feriti, secondo alcune fonti. Le autorità hanno confermato la presenza di numerose vittime, tra cui un agente di polizia, e il primo bilancio parla di almeno 10 morti e 18 feriti.
Sparatoria durante l’evento
La celebrazione, organizzata dalla comunità Chabad di Bondi, aveva attirato circa duemila partecipanti e si svolgeva nei pressi di un parco giochi sulla spiaggia. Intorno alle 18:40 ora locale, testimoni hanno riferito di aver visto due uomini vestiti di nero scendere da un’auto a Campbell Parade, vicino al Bondi Pavilion, e aprire il fuoco sulla folla. L’attacco ha scatenato il panico, con persone che fuggivano in cerca di riparo lungo la spiaggia.
Le registrazioni video consentono di contare almeno una dozzina di spari, anche se il numero complessivo sarebbe stato nettamente superiore. Le stesse immagini mostrano più corpi a terra: alcuni accanto a un’auto di colore bianco, altri nei pressi di tavoli pieghevoli allestiti all’aperto.
In un secondo momento, secondo quanto emerge dai filmati, i due si separano. Uno resta sul ponte che collega il parcheggio alla spiaggia, da dove continua a sparare dall’alto; l’altro si sposta invece lungo una strada sottostante al ponte, proseguendo l’azione armata da lì.
Un altro video mostra un passante afferrare al collo l’attentatore e riuscire a disarmarlo. Poi gli punta l’arma addosso, anche se non si capisce se per ferire, uccidere o solo per spaventare il killer. Il quale si riavvicina al ponte dove è presente il suo complice e qui viene abbattuto dalla polizia.
L’intervento della polizia e dei soccorsi
La polizia del Nuovo Galles del Sud è intervenuta rapidamente, aprendo un’operazione definita “in corso” e invitando i cittadini della zona a mettersi al riparo. Due agenti sono rimasti feriti durante l’intervento, ma le loro condizioni non sono state specificate. Le autorità hanno chiesto ai cittadini di evitare l’area mentre proseguono le indagini.
Secondo le prime notizie, i due attentatori sono stati fermati. Il primo è stato ucciso. Il secondo invece è gravemente ferito.
Reazioni delle autorità e della comunità
Il primo ministro australiano Anthony Albanese ha definito l’attacco “scioccante e angosciante” e ha espresso solidarietà alle persone colpite e alla comunità ebraica. Anche il premier del Nuovo Galles del Sud, Chris Minns, ha invitato la popolazione a seguire le indicazioni delle autorità. Jeremy Leibler, presidente della Federazione Sionista d’Australia, ha dichiarato: “La comunità ebraica è sotto shock. Siamo in stato di massima allerta”. L’evento rispecchia, secondo Leibler, un aumento delle tensioni antisemitiche globali.
Testimonianze drammatiche e immagini dal luogo della tragedia
Testimoni oculari presenti alla spiaggia hanno raccontato i momenti di terrore. Elizabeth Mealey, ex giornalista, che si trovava in un ristorante sulla spiaggia, ha spiegato: “Pensavamo fossero fuochi d’artificio, ma poi abbiamo capito che erano spari. Tutti fuggivano, era caos”. Riprese video diffuse sui social mostrano persone che corrono in preda al panico mentre si odono colpi di arma da fuoco. Le immagini evidenziano anche il massiccio intervento della polizia, con elicotteri e ambulanze in azione per evacuare i feriti e assicurare l’area.
Punto di riferimento trasformato in un luogo di violenza
Bondi Beach, conosciuta per la sua atmosfera rilassata, la sua sabbia dorata e la fama tra surfisti e turisti, si è trasformata in un teatro di violenza che ha scosso la città e il paese. La spiaggia, frequentata quotidianamente da visitatori provenienti da tutto il mondo, è stata completamente evacuata a seguito dell’attacco, lasciando dietro di sé una scia di paura e dolore.


