Audio Sangiuliano, e ti pareva: i giudici annullano la multa a Report

La trasmissione era stata sanzionata dal Garante della Privacy, il tribunale la annulla. Esulta Ranucci

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Sangiuliano Ranucci Report

Il Tribunale di Roma, il 26 gennaio 2026, ha annullato una sanzione di 150.000 euro inflitta dal Garante della Privacy alla trasmissione televisiva “Report”. La controversia era legata alla diffusione di un audio riguardante Gennaro Sangiuliano, Ministro della Cultura, e la sua vita privata. Secondo il Garante, la registrazione aveva violato la normativa sulla privacy.

L’audio in questione conteneva messaggi personali tra Sangiuliano e la moglie. Questi erano stati resi pubblici nel corso di una puntata di “Report” condotta da Sigfrido Ranucci. La trasmissione sosteneva che il contenuto fosse rilevante per l’interesse pubblico, ma la pubblicazione aveva suscitato ampie discussioni sulla tutela della riservatezza.

La contestazione

Il Garante della Privacy aveva inizialmente sanzionato la RAI, che produce e trasmette “Report”, ritenendo che la diffusione dei messaggi violasse le leggi sulla protezione dei dati personali. La multa era stata considerata tra le più alte del suo genere. Tuttavia, la RAI e Sigfrido Ranucci avevano deciso di fare ricorso, sostenendo che la divulgazione fosse giustificata.

Secondo i legali di Report, l’audio era strettamente legato a problematiche di interesse pubblico, un argomento che poneva questioni rilevanti sulla gestione della privacy e sul diritto all’informazione. Questa impostazione è stata infine accettata dal Tribunale.

L’interesse pubblico

I giudici del Tribunale di Roma hanno stabilito che, nel caso specifico, la libertà di stampa e il diritto all’informazione prevalessero sul diritto alla privacy. La sentenza ha verificato che il contenuto dell’audio fosse pertinente e necessario per approfondire i temi trattati dal programma. La trasmissione, dunque, non avrebbe violato la normativa vigente.

“Vittoria di Report e dell’Ufficio Legale della Rai sul Garante della Privacy. Il Tribunale di Roma annulla la sanzione di 150mila euro che il garante della Privacy aveva sulla pubblicazione dell’audio tra Sangiuliano e la moglie Corsini – scrive Ranucci sui social – Secondo il Tribunale di Roma era legittimo e di interesse pubblico trasmettere audio e inoltre i magistrati sottolineano il fatto che il Garante ha svolto le indagini fuori i tempi stabiliti dalla legge. Il garante ha sbagliato nei contenuti e nella forma. Report in onda domenica alle 20.30 Rai3″.

Esultano anche il M5S e Avs. “Il Tribunale di Roma ha smontato pezzo per pezzo la sanzione da 150mila euro del Garante Privacy contro Report: era legittimo trasmettere l’audio, era di interesse pubblico, e il Garante ha sbagliato tutto, dai tempi ai contenuti, fino alla forma. Una bocciatura senza attenuanti, che arriva dopo che sulla stessa vicenda si erano già espressi magistratura e Ordine dei giornalisti, tutti dalla stessa parte: Report aveva ragione. È l’ennesima figuraccia di un collegio che a pochi giorni dal gravissimo attentato contro Sigfrido Ranucci aveva inflitto una sanzione clamorosa e infondata, oggi certificata come tale da un tribunale. A questo punto cos’altro aspettano Ghiglia, Stanzione e Cerrina Feroni a mollare la poltrona? Ora o mai più dovrebbero dimettersi”, scrivono in una nota gli esponenti M5S in commissione di Vigilanza Rai. “Scommettiamo che invece non lo faranno e resteranno lì a intascare soldi pubblici fino a quando potranno, nel silenzio complice di questa maggioranza? E scommettiamo che la stessa maggioranza attaccherà la magistratura dicendo che sono sodali di Report? Attendiamo con ansia le reazioni di Fratelli d’Italia e di Gasparri, che in questo momento staranno rosicando come pochi…”.

Sulla stessa linea anche Angelo Bonelli: “La sentenza del Tribunale di Roma rappresenta una sconfitta netta e clamorosa del Garante per la protezione dei dati personali e smaschera l’uso politico di un’autorità che avrebbe dovuto tutelare i diritti, non colpire la libertà di informazione. L’annullamento della sanzione da 150mila euro inflitta alla Rai per la diffusione, da parte di Report, dell’audio tra l’ex ministro Gennaro Sangiuliano e la moglie Federica Corsini, era legittima ed essenziale per comprendere fatti di evidente interesse pubblico, smentendo in modo inequivocabile l’uso distorto dell’Autorità come strumento di pressione politica. Non si è trattato di una tutela dei dati personali, ma di un tentativo di colpire e intimidire il giornalismo d’inchiesta e di scoraggiare chi informa i cittadini su vicende di rilevanza pubblica. Questa sentenza smaschera un fatto politico grave: un’Autorità indipendente è stata piegata agli interessi del governo per colpire Report e il giornalismo d’inchiesta, nel tentativo di imbavagliare l’informazione critica e proteggere il potere. È un precedente pericoloso che il Tribunale ha fermato con chiarezza. Viene così riaffermato un principio fondamentale della democrazia: la libertà di stampa non si sanziona, non si intimida e non si usa la legge per zittirla. Chi ha provato a trasformare il Garante in un’arma contro il giornalismo d’inchiesta ha fallito. Ora attendiamo le dimissioni immediate di un’Authority che si è trasformata in una vergogna nazionale”.

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