Auto elettriche e ztl, una giungla burocratica (di multe)

Le telecamere nel centro di Roma non riconoscono le targhe delle auto green senza iscrizione su sito del Comune. Pioggia di sanzioni

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ztl auto elettriche

Dato che non posseggo un’auto elettrica, oltre al fatto che quando visito i centri storici delle nostre città lo faccio sempre a piedi, non ero assolutamente al corrente di una delle tante condizioni da manicomio che caratterizzano la circolazione automobilistica di questo disgraziato Paese. Su segnalazioni di alcuni amici che vivono in alcune grandi città, in particolare Roma, ho appreso che esiste una giungla nelle norme che regolano l’ingresso dei mezzi elettrici nelle cosiddette ztl (zone a traffico limitato).

In particolare, una ragazza che lavora nella Capitale mi ha scritto che nella scorsa primavera, nel giro di pochi giorni, si è beccata 4 multe – ma è probabile che ne possano arrivare altre, visti i tempi della notifica – per essere entrata col motorino elettrico nella ztl. La malcapitata, al pari di molte altre persone del luogo, tra cui un ausiliario del traffico a cui la stessa aveva chiesto una spiegazione, riteneva di poter liberamente circolare con un mezzo elettrico solo per il fatto di possederlo. Si sbagliava.

A Roma, come in molti altri comuni d’Italia, occorre registrarsi in uno spazio apposito del portale di Roma Servizi per la Mobilità, altrimenti ogni volta che si oltrepassa un varco controllato dalle telecamere il mezzo viene considerato alla stregua di quelli con motore a combustione. Sentite, a tale proposito, come ne giustifica l’obbligo un giornalista del Corriere della Sera in un articolo uscito il primo luglio scorso: “Fino ad oggi solo le auto elettriche possono circolare liberamente nelle Ztl, e non le auto ibride. L’unico obbligo previsto per i proprietari di auto elettriche è la registrazione del numero di targa tramite il portale di Roma Servizi per la Mobilità. Un dovere imposto per evitare che, al passaggio di un’auto elettrica, sia elevata una sanzione, poi destinata all’annullamento. Una strada pensata nel rispetto del principio della collaborazione del cittadino con la pubblica amministrazione, che nel caso specifico si traduce nella finalità di non congestionare i tribunali di ricorsi.”

E già, nell’era dell’informatica in cui per fare cassa la mano pubblica utilizza a piene mani il sistema dei controlli incrociati, il comune di Roma non potrebbe connettersi con il Pra (Pubblico registro automobilistico) e creare un meccanismo di controllo automatico? Troppa grazia Sant’Antonio! Ora, non tutti i comuni adottano questa ulteriore passaggio burocratico, che rappresenta una vera e propria tagliola, anche ai danni di chi proviene da altri luoghi italiani ed esteri, laddove, come per l’appunto avviene anche in alcuni nostri comuni, non viene richiesta alcuna formalità ai mezzi elettrici, avendo adottato un sistema che, sulla base della targa, riconosce automaticamente la tipologia dei veicoli.

In Polonia, ad esempio, i mezzi elettrici sono riconoscibili con una targa con un fondo verde, così da poter essere distinti anche attraverso una qualunque telecamera posta ai varchi delle tante ztl d’Italia, alias moderne Forche caudine. A questo proposito, mi chiedo come facciano i numerosi agenti di commercio che operano nel Paese, soprattutto quelli che trattano aree molto vaste, a gestire questa sorta di manicomio di permessi comunali. Tant’è che, come riportato dall’Ansa alcune settimane addietro, in Piemonte la Lega ha presentato una proposta di legge regionale per la concessione agli agenti di commercio di un pass ztl unico per tutta la regione. Ed a quanto si sa, sembra che il provvedimento sia in fase di realizzazione, consentendo ai circa 16mila agenti di commercio, che interagiscono con oltre 45mila imprese, di potersi spostare liberamente, si fa ovviamente per dire.

Resta il fatto che relativamente ai mezzi elettrici, i quali soprattutto a sinistra vengono sponsorizzati per salvare il pianeta, essi abbasseranno pure le emissioni di CO2, ma non certamente quelle sempre in crescita delle procedure burocratiche imposte dall’alto. In questo caso causate da una amministrazione pubblica inefficiente che, come al solito, scarica l’onere della prova sui singoli cittadini.

Claudio Romiti, 4 luglio 2025

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