
Il 13 maggio 2025, Tommaso Cerno, direttore del quotidiano “Il Tempo”, ha reso noto di essere stato escluso da un incontro sulla libertà di stampa in Italia, in programma al Parlamento Europeo. L’incontro, organizzato dalla commissione Libe (Libertà civili, giustizia e affari interni), includeva un gruppo di monitoraggio sullo stato di diritto. Cerno era stato proposto dal gruppo politico Fratelli d’Italia, ma la sua candidatura è stata rifiutata. La decisione è stata presa da Sophie Wilmès, presidente del gruppo di monitoraggio della commissione Libe. Al suo posto, era previsto l’intervento di altri due relatori: Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, e Francesco Cancellato, direttore di Fanpage.
La reazione di Tommaso Cerno
Lo stesso Cerno ha commentato con amarezza la notizia. “Censurano un giornalista che da quando aveva 16 anni si occupa di diritti civili,” ha dichiarato, ricordando il suo impegno su temi come il caso Englaro e il gay pride. “In Italia c’è il fascismo, ma sta all’opposizione, non al governo”. Cerno ha sostenuto che la sua esclusione sia una forma di limitazione alla libertà di espressione e ha dichiarato di sentirsi colpito da quanto accaduto.
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In risposta all’esclusione, il gruppo Fratelli d’Italia-ECR ha annunciato una conferenza stampa che si terrà il 14 maggio 2025 alla ore 16:30 presso la sala Anna Politkovskaya del Parlamento Europeo a Bruxelles. Parteciperanno, oltre a Tommaso Cerno, Nicola Procaccini, co-presidente del gruppo ECR, Alessandro Ciriani, europarlamentare di FdI e Jacopo Coghe dell’associazione Pro Vita & Famiglia, collegato da remoto. Anche Manuela Biancospino, co-fondatrice dell’associazione Giornaliste Italiane, sarà presente tra i relatori.
Solidarietà nei confronti di Cerno
Dopo la diffusione della notizia, numerosi esponenti politici e giornalisti hanno espresso solidarietà a Tommaso Cerno. Tra questi, Marco Rizzo e Francesco Toscano di Democrazia Sovrana e Popolare. In una nota pubblicata sui social media, hanno dichiarato: “La democrazia vale solo se parlano loro”. Anche Nicola Porro, all’Adnkronos, ha espresso il suo sostegno: “Il fatto che il direttore, che peraltro ha un curriculum, sia di idee sia suo personale, che manifesta e incarna la libertà di pensiero, sia stato escluso da questo incontro, dà il senso non solo dell’inutilità di questi incontri ma del loro atteggiamento liberticida. È incredibile che per comprendere la libertà di stampa in Italia si convochino a Bruxelles i due più favolosi oppositori di questo governo. È come se chiedessero ad un oste di parlare della qualità del suo vino”.
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