Esclusiva

Beatrice Venezi, parla il sovrintendente: “Basta! Ecco perché l’ho scelta”

Beatrice Venezi viene nominata alla guida della stagione sinfonica del Teatro La Fenice di Venezia. Piovono critiche e attacchi, ma il sovrintendente Colabianchi la difende

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Venezi Fenice

La vicenda che accompagna la nomina del Maestro Beatrice Venezi riempie le pagine dei quotidiani da più di una settimana. Trascorsi i tempi in cui i giornalisti che si occupavano di musica erano quelli che si intendevano di musica, ora leggiamo le critiche e bocciature di severi censori che la sera prima dalla Gruber concionano di Gaza, dell’ultimo libro di Carofiglio o genericamente di antifascismo. Hanno le soluzioni per ogni crisi internazionale, sanno tutto e ci spiegano tutto, citando Kant o Augias fa lo stesso. Per loro Mahler o le Variazioni Goldberg suonate da Gould non hanno segreti. L’immenso e coltissimo Paolino Isotta oggi si gira e rigira sulla tomba.

Sono ovviamente gli stessi a cui per cinquant’anni è sfuggito come si venisse assunti in RAI o incaricati nei ruoli apicali di ogni istituzione culturale italiana. Gente distratta. Gli indizi di un pregiudizio dunque ci sono tutti. E’ stato già detto per esempio che Beatrice Venezi non appartiene al circoletto dei semicolti che legge i libri consigliati da La Repubblica. Pochissimi hanno ricordato che il maestro Diego Matheuz divenne direttore musicale de La Fenice a ventisette anni con un curriculum non più ricco di quello della Venezi e non si ricorda alcuna levata di scudi.

Ed infine una stranezza per chi fa il mestiere di raccontare i fatti: quasi nessuno ha interpellato il protagonista della vicenda, il Maestro Nicola Colabianchi, sovrintendente del Teatro La Fenice di Venezia, per sentire la sua versione. Evidentemente non interessava a nessuno. L’abbiamo contattato e questo è ciò che ci ha raccontato.

Maestro Colabianchi, quali sono le procedure per la nomina del direttore musicale? Chi fa la scelta?
Il sovrintendente che è il gestore unico de Teatro è quello che fa la scelta. Io ho comunicato preliminarmente anche al Consiglio di indirizzo la mia idea ed il Presidente (il Sindaco) ed i consiglieri si sono mostrati concordi.

Perché ha scelto Beatrice Venezi?
L’ho scelta perché oltre ad essere brava rappresenta l’immagine del rinnovamento, del futuro, dell’attenzione ai giovani, perché è donna e perché in passato ho potuto valutare le sue capacità direttoriali in quanto l’ho scritturata per dirigere diversi titoli ed ha sempre fatto molto bene. Inoltre è carismatica e sa comunicare.

Quando si insedierà ufficialmente?
Il contratto prevede il suo arrivo al 30 ottobre 2026, quindi tra più di un anno.

Che spiegazione si è dato di questa presa di posizione dei musicisti de La Fenice?
Sinceramente incomprensibile perché non si può mettere alla gogna qualcuno “per sentito dire” visto che molti non hanno mai incontrato o lavorato con il maestro Venezi. Inoltre pur avendo le loro comprensibili ragioni i musicisti hanno ovviamente una visione legata unicamente alla musica senza considerare aspetti importanti dal punto di vista gestionale.

Abbiamo letto addirittura di una massiccia disdetta degli abbonamenti.
È del tutto destituito di fondamento che ci sia stata una massiccia disdetta degli abbonamenti. Al momento ci sono state solo tre comunicazioni di non voler rinnovare l’abbonamento su 2300 abbonati, quindi un dato che dimostra che purtroppo c’è una narrazione interessata a distorcere la realtà.

Lei ha poi indirizzato un documento agli orchestrali. C’è qualcosa che vuole ribadire?
Sì, vorrei emergesse chiaramente che le mie scelte sono indirizzate unicamente al bene del Teatro La Fenice.

Antonello Picci, 1 ottobre 2025

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