Benvenuta transizione green: la Topolino Fiat sarà marocchina

Il Podcast di Alessandro Sallusti del 6 luglio 2023

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Due icone del boom italiano del Dopoguerra, la Topolino e la Fiat 600, tornano sul mercato riviste e corrette. Il lancio dell’operazione è avvenuto ieri l’altro a Torino in un evento intitolato non senza retorica “Il futuro è in pista”. Tutto molto bello ma fuori di retorica comunicativa la conferenza stampa di Torino è l’unica cosa che resterà in Italia di questo futuro sceso in pista. Già, perché Stellantis, proprietaria del marchio Fiat, è una multinazionale di diritto olandese nata dalla fusione dei francesi di Peugeot e di Fca (ex Fiat), la 600 sarà prodotta in Polonia e la Topolino elettrica addirittura in Marocco come deciso dall’amministratore delegato, ovviamente francese, Olivier François, del marchio Fiat.

E dire che Fca, cioè Fiat o se preferite Stellantis, nel 2020 chiese una garanzia allo Stato italiano per un prestito di 6,3 miliardi per uscire dall’emergenza Covid. Intendo, non la chiese al governo francese, neppure a quello polacco e tantomeno a quello marocchino come è giusto che sia per una azienda che si dice italiana. Tutto regolare e legale, per carità, come si premurò di certificare l’allora premier Giuseppe Conte. Ed è pure legittimo che una azienda privata faccia i suoi interessi, cioè quelli degli azionisti, e scelga liberamente le strategie industriali. Ma se queste sono le dinamiche e questi i risultati della famosa transizione ecologica che deve salvare il mondo, e rivoluzionare il mercato delle auto, è evidente che non siamo messi bene. Noi italiani- è il caso in questione- ci mettiamo il fascino del made in Italy, le location prestigiose per le conferenze stampa e forse pure l’ingegno mentre i soldi, i proventi delle tasse e l’occupazione finiscono fuori confine.

E allora non è che chi invoca calma e prudenza nel salvare il mondo sia poi così fuori dal mondo quando avverte: oh, non è che noi abbiamo scritto in fronte Giocondo. Perché avanti così va a finire come per la globalizzazione: Cina e India si sono arricchite a dismisura e l’Europa impoverita non di poco; i giganti del web hanno fatto i miliardi e il mondo dell’informazione si è ritrovato in brache di tela; la Fiat e gli eredi Agnelli si sono salvati, i loro stabilimenti no; i miliardari sono diventati sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.

Io non ho nulla contro la Topolino marocchina, solo non vorrei che avanti così anche l’Italia intera diventasse di qualcun altro.

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