Boicottare Israele, la pagliacciata di Emiliano e De Pascale

Emilia Romagna e Puglia rompono le relazioni istituzionali con il governo israeliano. Ma la politica estera spetta al governo

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Semplicemente ridicola la scelta adottata dai governatori di Puglia e Emilia Romagna di interrompere tutte le relazioni istituzionali con il governo di Israele in segno di protesta contro l’offensiva militare in corso a Gaza. Il motivo è semplice, e prescinde dalle posizioni politiche e ideologiche di chi scrive: le decisioni di politica estera, in Italia, sono di esclusiva competenza dello Stato.

Lo stabilisce l’articolo 117 della carta costituzionale, che attribuisce al governo centrale la potestà legislativa esclusiva in materia di politica estera, prevedendo altresì in capo agli enti territoriali una potestà legislativa concorrente che può riguardare solo aspetti specifici dei rapporti esteri, come ad esempio la conclusione di accordi o intese finalizzati alla promozione di scambi culturali o economici. Fuori da tali specifici ambiti, la funzione di politica estera non può essere demandata alle singole regioni, che, pertanto, non possiedono la facoltà di decretare la rottura dei rapporti diplomatici con un altro Paese, in quanto detta competenza è riconosciuta dalla Costituzione in via esclusiva al governo centrale.

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La decisione di boicottare Israele assunta nelle ultime ore dai governatori Michele Emiliano e Michele De Pascale risulta pertanto inutile e del tutto priva di fondamento giuridico, contrastando, tra l’altro, con quella carta costituzionale a cui tanto i compagni dicono di volersi ispirare. Una scelta esclusivamente dettata da esigenze di carattere mediatico e ispirata dal desiderio di creare una forte contrapposizione con la linea dettata dall’esecutivo in carica, che, per di più, non farà altro che acuire divisioni e alimentare focolai di antisemitismo all’interno del Paese. A parti invertite, gli attenti compagni, strenui difensori degli inviolabili principi costituzionali, non avrebbero esitato un attimo ad etichettarla con termini come “fascista”, “pericolosa”, “irresponsabile”. Secondo il modestissimo punto di vista di scrive, appare invece più che sufficiente contrassegnarla per ciò che effettivamente è: una pagliacciata, faziosa, inconsistente e sconclusionata.

Salvatore Di Bartolo, 3 giugno 2025

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