Neppure il tempo di avviare le indagini che i poliziotti sono già nel mirino. Non solo della famiglia di Abderrahim Fakir, morto nel primo pomeriggio durante un arresto di polizia. Ma anche da parte dei cittadini del Pilastro, quartiere difficile di Bologna, e della politica che si è subito gettata a capofitto sulla cronaca.
I fatti li conoscete (clicca qui per gli aggiornamenti). Fakir è stato fermato da due agenti dopo una segnalazione di comportamenti poco consoni negli spazi dei garage di un condominio. Arrivata sul posto, chiamata dai residenti, la polizia ha cercato di fermare l’uomo che avrebbe colpito la volante della polizia costringendo i due agenti ad utilizzare lo spray urticante e ad immobilizzarlo con delle fascette di plastica. L’uomo ha opposto resistenza e i poliziotti hanno dovuto tenerlo fermo con tutte le forze, prima di ammanettarlo. Non era una operazione “nascosta”: i due agenti stavano agendo di fronte allo sguardo attento non solo dei residenti del quartiere, ma anche di tre operatori del 118. A un certo punto, però, Fakir avrebbe avuto un malore. Purtroppo fatale. Sarà l’autopsia a definire se effettivamente ci sia una correlazione tra l’arresto e il decesso.
Subito è partito l’attacco della famiglia del defunto ai poliziotti, accusati di aver ucciso il loro caro (“Non hanno avuto pietà! Non hanno avuto pietà per mio fratello!”, ha detto la sorella). E si può capire, considerato il dolore. Il fratello e la sorella dell’uomo, insieme ad altri parenti, sono rimasti in loco fino a quando – conclusi i rilievi della scientifica – il corpo di Fakir è stato portato via. 43 anni, l’uomo era arrivato in italia all’età di 7 anni. A un certo punto, contro gli agenti sono anche partiti alcuni cori (fermati dal fratello della vittima).
“Siamo profondamente colpiti da quanto accaduto oggi al Pilastro. Esprimiamo la nostra vicinanza ai familiari della persona deceduta e a tutta la comunità del quartiere, che sta vivendo ore di grande dolore e tensione. È fondamentale che venga fatta piena luce sui fatti. Confidiamo nel lavoro delle istituzioni competenti affinché ogni circostanza venga accertata con la massima rapidità, rigore e trasparenza”, hanno detto sindaco Matteo Lepore e del presidente della Regione Michele De Pascale. Più dura invece Ilaria Cucchi: “Quello che vediamo nel video di Bologna è un fatto estremamente grave. Si tratterebbe dell’ennesimo caso di un uomo in chiaro stato confusionale, che chiede aiuto e invece di avere soccorso viene bloccato dalle forze dell’ordine e si dirà che è morto per asfissia posturale. Mi auguro che non sia così, che non sia l’ennesimo caso, come quello che è successo a Riccardo Magherini o a Federico Aldrovandi. Rispetto alla richiesta di aiuto si risponde con la forza”.
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