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Bologna, parla un medico del 118: «Prima di giudicare bisogna conoscere la realtà»

Caso Fakir, cosa succede davvero durante un intervento in strada: «Non avete idea dei rischi che si corrono»

il caso di fakir di bologna raccontato da un medico
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Caro Porro, giorni fa mi sono imbattuto in un commento pubblicato su Bologna Today che, a mio avviso, riesce a spiegare bene cosa può essere accaduto nel caso Fakir a Bologna. Troppo spesso i medici vengono giudicati e insultati sui social quando non riescono a salvare una vita, dimenticando la complessità delle situazioni che si trovano ad affrontare. La realtà, però, è molto più complessa di quanto uno possa pensare.

“Chiariamo un po’ le cose. Sono un medico del 118. A chi interessa racconto come sta questo genere di cose, visto che è il mio lavoro. Trattasi di delirio eccitato, condizione a elevatissimo rischio di arresto cardiaco per tono iperadrenergico, ridotto ritorno venoso e verosimile assunzione di cocaina o eccitanti, soprattutto in situazione di necessaria pronazione per ovvie ragioni di sicurezza.

Assunto: il delirio eccitato non è minimamente contattabile con le parole, non si può parlare con un soggetto in delirio eccitato perché clinicamente non esiste più nessun barlume di ragione in lui: solo violenza e infinita aggressività gratuita. Si può solo sedare per proteggere noi, lui e le persone, prima che la situazione evolva verso condizioni irreparabili.

Ci sono precise procedure alle quali ognuno si noi si attiene ed è giusto che le persone sappiano le cose Il soggetto deve essere pronato dalla polizia..questa è la situazione sine qua non per poter agire in sicurezza. Una persona sdraiata sulla schiena è ingestibile. Il delirio eccitato è a rischio arresto cardiaco se sta pronato e per questo va supinato quanto prima Ma non prima di essere sedato. 

Sedare un 100 kg eccitato senza parametri con i farmaci che abbiamo che hanno un indice terapeutico basso e sono molto pericolosi è una procedura a priori estremamente rischiosa ma è l’unica cosa che si può fare. La prima cosa che facciamo in una situazione simile è sedare velocemente il soggetto e ci sono due modi:

1 Se la polizia riesce a tenermi perfettamente immobile una mano (difficoltà immensa) si mette una cannula in una vena del braccio, o della mano e si somministrano 0.05-0.1 mg kg di midazolam a bolo. Tempo di effetto: 30 secondi. Spesso non ha effetto. Si ripete il dosaggio fino a 2 volte.

2 Se proprio è impossibile trovare la vena, ketamina 2-4 fiale in muscolo o midazolam 10-15 mg in muscolo, la prima più efficace ma più pericolosa per un raro rischio aritmico in questa circostanza, il secondo molto meno efficace in muscolo e molto più lento.

Io preferisco farmi immobilizzare il soggetto, tenere l’infermiera lontana per evitare quello che già mi è successo ovvero naso rotto e due costole rotte (ma ovviamente a nessuno importa di noi), e rapidamente mettere l’accesso venoso, è difficile ma se sei bravo riesci. E io riesco. Mi sono punto un paio di volte ma diciamo che a nessuno interessa di noi, si sa. Rischi del mestiere, HIV, HCV, ormai quasi evito di controllarmi.

Una volta ottenuta la sedazione, (cosa per nulla scontata perché se il soggetto è pieno di cocaina potrei anche non arrivare a sedarlo con tutte le fiale a disposizione o arrivare a sedarlo provocandone un arresto respiratorio improvviso con rapidissima desaturazione a rischio arresto), immediatamente senza aspettare un secondo supinare il soggetto, mettersi alla testa, appoggiare reservoir o ambu con 15 litri di ossigeno e velocissimamente ottenere i parametri vitali pronti a ventilare o intubare al volo, con rischi enormi e concreti di non riuscirci perché in una situazione di cattività estrema (visione limitata, strada, luce, monitor che non legge, vena che si è persa).

Potrebbe diventare la situazione di un aereo che sta precipitando e tu non hai neanche più il radar. E sta precipitando perché è fallato non per colpa tua, anche se sai già che tutti diranno che è colpa tua. Nessuno immagina quanto sia pericoloso tutto ciò. Per tutti. Pericoloso ma inevitabile

Pur lavorando bene e con anni di esperienza e conoscendo bene procedure rischi e farmaci, su centinaia di deliri eccitati (in media una a turno, UNO A TURNO, voi non avete idea di cosa sia diventato il mondo) due o tre volte sono andato vicino a situazioni di reale emergenza e ne sono uscito ossigenando con estrema solerzia e facendomi un bel segno della croce, sapendo bene che se per caso le cose fossero andate male sarei passato da anonimo medico a assassino bastardo da decapitare sui social.  Voi veramente non avete idea. Ed è giusto invece che ne abbiate.”

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