La guerra in Ucraina

Bomba di Berlusconi su Biden e la Nato: “Inviamo carrarmati, ci portano in guerra”

Il leader di Forza Italia a sorpresa a Treviglio parla della guerra in Ucraina. E l’invio di armi pesanti

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Silvio Berlusconi sgancia la bomba. E lo fa a sorpresa mentre Mosca e Kiev trovavano l’accordo sull’evacuazione dei miliziani del Battaglione Azov dall’acciaieria Azovstal. In sintesi: l’Ue non conta nulla, non ci sono leader nel mondo degni di questo nome, l’Italia è in guerra perché invia le armi, la Nato ha le sue colpe e Biden pure.

Presentandosi a sorpresa a Treviglio alla festa di un partito, Forza Italia, in piena crisi di nervi, il Cavaliere c’è andato giù pesante sulla guerra in Ucraina. Mostrando di avere una “linea politica” sul conflitto più vicina a quella di Salvini, critico sull’invio delle armi e sul ruolo degli Stati Uniti, che a quella del premier Mario Draghi.

“Temo che questa guerra continuerà”, sospira Berlusconi. E continuerà a lungo. Anche per “colpa” della scelta dell’esecutivo di spedire munizioni a Kiev. “Siamo in guerra anche noi – è il ragionamento del Cav – perché gli mandiamo le armi. Dopo quelle leggere, mi hanno detto che stiamo spedendo carri armati e cannoni pesanti, lasciamo perdere”. Berlusconi ha bene in mente quali potrebbero essere le conseguenze del nostro voler “indossare l’elmetto” in difesa dell’Ucraina. Primo: “avremo dei forti ritorni dalle sanzioni sulla nostra economia”. Secondo: “ci saranno danni ancora più gravi in Africa”. E terzo: a causa della carestia mondiale, “è possibile che si formino delle ondate di profughi”. Uno scenario da incubo.

“Bisogna pensare a qualcosa di eccezionale per far smettere a Putin la guerra”, ha continuato Berlusconi. Peccato non ci siano “leader nel mondo” né in Europa. “Un leader mondiale che doveva avvicinare Putin al tavolo della mediazione gli ha dato del criminale di guerra e ha detto che doveva andare via dal governo russo. Un altro, segretario della Nato, ha detto che l’indipendenza del Donbass non sarebbe mai riconosciuta. Capite che con queste premesse il signor Putin è lontano dal sedersi ad un tavolo”. Biden colpito, e affondato.

La posizione del leader azzurro è insomma sulla scia di Francia e Germania. Schierarsi dalla parte dell’aggredito, ovvero l’Ucraina, ma senza “umiliare Putin“. Senza cioè alzare il livello dello scontro o sperare in un cambio di regime. Una “terza via” europea, che però l’Ue non sembra in grado di perseguire. “Io dal 2002 ho chiesto all’Europa di darsi una voce sola in politica estera e una forza armata comune perché nessun Paese avrebbe la forza di difendersi da solo”, ha aggiunto Berlusconi. “Con una forza comune si diventava una potenza militare mondiale e come tale ci si poteva sedere al tavolo del consiglio del mondo dove siedono gli Stati Uniti, la Russia, il Giappone e la Cina. Adesso non contiamo niente nel mondo e quindi insisto ancora perché si addivenga a questa comunione nella politica estera e negli eserciti”.

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