Qui al bar non si parla d’altro. Elezioni a Genova? Figuriamoci. Campo largo? Men che meno. Tenuta del governo? Per favore. L’argomento più gettonato, tra un caffè, un cornetto e una sentenza sommaria su Garlasco, è il vero o presunto schiaffone di Brigitte Macron a monsieur le président, poco prima di scendere dall’aereo in Vietnam.
Stavamo scherzando, ha giurato l’inquilino dell’Eliseo, anche se dalle immagini sembrava del tutto sorpreso e pure infastidito. Non è la prima volta che a Macron tocca smentire un rumor su di lui: qualcuno, tra i clienti, si ricorda di quando dovette spiegare ai francesi che la sua guardia del corpo di origini magrebine non era il suo amante. Al che ci si sarebbe potuti domandare cosa avrebbe potuto suscitare l’ira della première dame: Emmanuel aveva flirtato con una hostess oppure aveva puntato uno steward? Ma la verità è che, forse per la prima volta, Brigitte ha interpretato il senso comune dei francesi che da anni testimoniano il loro calo di gradimento per il presidente: quanti di loro avrebbero sognato di prendere a sberle Macron?
Il Barista, 27 maggio 2025
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