Caccia all’ebreo, il killer islamico si è risvegliato dal coma

L'attentatore di Bondi Beach, Naveed Akram di 24 anni, era stato ferito dalla polizia durante la strage antisemita

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attentatore Bondi Beach

Lui è ancora vivo, a differenza del padre 50enne e delle 16 vittime che hanno trucidato accecati dall’odio islamista. L’assalitore di Bondi Beach, che era rimasto ferito dopo l’attacco di domenica, Naveed Akram di 24 anni, si è risvegliato dal coma in cui è rimasto per circa 48 ore. Lo riportano i siti australiani.

Verrà ovviamente accusato di terrorismo per quanto successo domenica 14 dicembre 2025 sulla famosa spiaggia australiana, teatro di un attacco terroristico durante la celebrazione della festività ebraica dell’Hanukkah. Due uomini, identificati come Sajid Akram, 50 anni, e suo figlio Naveed Akram, 24 anni, hanno aperto il fuoco su una folla radunata ad Archer Park, causando 16 morti e ferendo decine di altre persone. L’evento è stato rapidamente etichettato come un atto di terrorismo dalle autorità australiane.

Chi erano Sajid e Naveed Akram

Sajid Akram era un immigrato pakistano arrivato in Australia nel 1998 con un visto da studente. Viveva con la sua famiglia a Bonnyrigg, un sobborgo a sud-ovest di Sydney, dove gestiva un negozio di frutta e verdura. Naveed, suo figlio, lavorava come muratore fino a due mesi fa, quando l’azienda per cui lavorava è fallita. La famiglia era descritta come riservata, e Naveed era considerato “un bravo ragazzo” secondo la madre Verena, che ha espresso incredulità per i fatti accaduti, sostenendo che suo figlio non possedeva armi e conduceva una vita tranquilla.

I dettagli dell’attacco

L’attacco è avvenuto intorno alle 18:47 ora locale. Sajid e Naveed Akram hanno sparato dalla passerella di Campbell Parade verso la folla che partecipava alle celebrazioni. Prima dell’arrivo della polizia, Ahmed Al-Ahmed, un negoziante locale, è riuscito a disarmare Sajid a costo di essere ferito. Sajid è stato successivamente ucciso dagli agenti, mentre Naveed è stato ferito e arrestato. Gli artificieri hanno trovato ordigni inesplosi vicino al luogo dell’attacco e due bandiere dello Stato Islamico sono state rinvenute nell’auto utilizzata dai due attentatori.

Naveed sotto osservazione dall’ASIO

Le autorità australiane hanno confermato che Naveed Akram era stato sotto osservazione dai servizi di intelligence interni (ASIO) nel 2019 per presunti legami con un gruppo associato all’ISIS. Tuttavia, l’indagine non aveva trovato prove sufficienti per considerarlo una minaccia attiva. L’attentato ha sollevato dubbi sull’efficacia del sistema di monitoraggio delle autorità, soprattutto in relazione alla sorveglianza di individui che possiedono armi legalmente registrate, come quelle usate nell’attacco.

La gestione delle armi e il dibattito sulla sicurezza

Sajid Akram deteneva sei armi da fuoco registrate legalmente, tutte sequestrate dalle autorità dopo la sparatoria. L’attacco ha riacceso il dibattito sul sistema di controllo delle armi in Australia. Nonostante le rigide leggi introdotte dopo la strage di Port Arthur del 1996, il fatto che armi legali siano state usate in un episodio di terrorismo ha portato il primo ministro Anthony Albanese a promettere una revisione delle norme sulle licenze e una migliore integrazione tra i dati di sicurezza e i registri delle armi.

Le vittime e il bilancio dell’attacco

Tra le vittime dell’attacco ci sono un rabbino locale, una bambina di 10 anni, un sopravvissuto all’Olocausto e diverse persone di nazionalità israeliana e francese. Almeno 40 persone sono rimaste ferite, tra cui due agenti di polizia e molti civili. Cinque feriti lottano tra la vita e la morte in ospedale, mentre altri sono in condizioni serie ma stabili.

Le autorità stanno continuando a investigare, con perquisizioni in corso nelle abitazioni dei sospettati e presso una casa affittata dai due nel quartiere di Campsie. Gli inquirenti stanno cercando di determinare se padre e figlio abbiano avuto complici o se abbiano agito da soli, così come si stanno analizzando i loro contatti digitali e le origini delle armi usate.

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