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Carabinieri morti, in un video il tremendo momento dell’esplosione

Le immagini registrate dagli operatori e rilanciate da Tgcom24: il boato sentito fino a 5 km di distanza da Castel d'Azzano

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carabinieri morti verona

Alle 3:15 di martedì 14 ottobre 2025, un’esplosione ha sconvolto un casolare a Castel d’Azzano, piccolo comune in provincia di Verona. Durante un blitz delle forze dell’ordine, un’abitazione è stata fatta saltare in aria dai fratelli Franco, Dino e Maria Luisa Ramponi. Nella tragedia hanno perso la vita tre carabinieri: il brigadiere capo Valerio Daprò, 56 anni, il carabiniere scelto Davide Bernardello, 36 anni, e il luogotenente Marco Piffari, 56 anni. Complessivamente, 27 persone sono rimaste ferite, tra cui militari, agenti di polizia, vigili del fuoco e due dei responsabili dell’esplosione.

Il motivo dell’intervento e la dinamica dei fatti

L’operazione era stata programmata per effettuare una perquisizione finalizzata al sequestro di molotov e bombole di gas, rinvenute durante precedenti osservazioni con droni. La cascina era infatti piena di esplosivi artigianali, preparati dai fratelli Ramponi per impedire lo sgombero del loro casolare, soggetto a procedura esecutiva per problemi finanziari e debiti accumulati negli anni. Quando i carabinieri hanno fatto irruzione, Maria Luisa Ramponi ha aperto le bombole del gas e acceso una molotov, causando un’esplosione devastante. La deflagrazione ha distrutto il tetto e una parte dei muri, seppellendo tre carabinieri.

Le vittime e i feriti

Le tre vittime prestavano servizio presso i reparti speciali dell’Arma. Daprò e Bernardello erano di stanza a Padova, mentre Piffari lavorava a Mestre. Tra i feriti gravi ci sono due carabinieri e Maria Luisa Ramponi, che è stata trasportata all’ospedale di Borgo Trento e ricoverata in terapia intensiva per le ustioni. Anche un altro carabiniere è ricoverato al Centro grandi ustionati dello stesso ospedale con prognosi riservata. Un terzo si trova in terapia intensiva cardio-toracica, mentre Dino Ramponi, ferito meno gravemente, è stato dimesso.

I fratelli Ramponi e le accuse

Franco, Dino e Maria Luisa Ramponi sono attualmente in stato di fermo. Franco, 65 anni, è stato rintracciato in un campo nelle vicinanze del casolare e arrestato. I tre sono accusati di omicidio volontario premeditato e strage, oltre ad altri possibili reati come detenzione di esplosivi, crollo e lesioni gravissime. Le indagini, coordinate dal procuratore di Verona Raffaele Tito, mirano anche a chiarire appieno le circostanze che hanno portato alla tragedia.

 

I funerali e il lutto nazionale

I funerali dei tre carabinieri morti verranno celebrati venerdì 17 ottobre nella Basilica di Santa Giustina a Padova, in presenza delle autorità civili e militari. Tanto la Regione Veneto quanto il governo hanno dichiarato lutto nazionale e regionale. Il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha ordinato bandiere a mezz’asta su tutti gli edifici pubblici regionali e in segno di cordoglio. Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha reso omaggio alle vittime, chiedendo al governo di osservare un minuto di silenzio.

Un’operazione complessa e i precedenti

L’intervento delle forze dell’ordine si era reso necessario a causa delle ripetute minacce dei Ramponi, che già in passato avevano dichiarato l’intenzione di far esplodere la casa e resistito ai tentativi di sgombero. Un anno fa, avevano saturato l’edificio di gas e si erano barricati sul tetto, mentre in un altro episodio Maria Luisa si era cosparsa di liquido infiammabile in segno di protesta. Questa volta, però, nessuno immaginava che avrebbero effettivamente messo in atto un piano così distruttivo.

La procura di Verona ha avviato un’inchiesta che coinvolge non solo i responsabili, ma anche le dinamiche organizzative del blitz. Nel frattempo, è stato chiesto il sequestro dell’intero casolare e l’autopsia delle vittime avrà luogo nei prossimi giorni. I protagonisti di questa vicenda, che ha sconvolto la comunità locale e nazionale, rischiano pene molto severe per i crimini commessi.

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