
Dieci giorni dopo essere scampata alla revoca dell’immunità parlamentare per un solo voto, Ilaria Salis è tornata, ancora più sprezzante e temeraria di prima, con le sue solite agghiaccianti considerazioni. Questa volta però ha davvero raschiato il fondo del barile, scoprendo un livello ancora inesplorato di imbarazzo, di faziosità e di inadeguatezza.
In merito alla strage di Castel d’Azzano, tragedia nella quale tre carabinieri hanno perso la vita e venticinque persone sono rimaste ferite a causa del piano diabolico dei tre occupanti dell’immobile (fatto saltare in aria pur di non farsi sfrattare), si potrebbe difatti pensare che anche un personaggio come lei possa avere la lucidità di commemorare gli agenti morti in servizio o, come minimo, il buongusto di tacere.
Invece no: l’europarlamentare (salvata a Bruxelles dai liberali moderati che tanto schifa) ha accusato la Politica di essere “corresponsabile della strage”. Avete letto bene. Nello specifico, annunciando la sua presenza ad un evento al parlamento europeo per la presunta emergenza abitativa, ha scritto su Instagram: “Alla radice di questi gesti disperati e terribili c’è una questione sistemica […] e se la politica continuerà a non affrontare le cause profonde di questa crisi, dovrà ritenersi corresponsabile, insieme al capitalismo”.
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Andiamo con ordine. Se la critica al capitalismo si può semplicemente derubricare ad un’affermazione che denota il suo pregiudizio e la sua abissale ignoranza relativamente ad un modello che ha comportato il miglioramento a livello globale delle condizioni economiche e la riduzione significativa della povertà estrema, sulla politica corresponsabile non si può proprio soprassedere e si deve necessariamente aprire un capitolo.
Partiamo però ancor prima da un concetto molto semplice: una parlamentare europea che, prima di fare qualsiasi considerazione, non ha neanche la decenza di ricordare tre membri delle Forze dell’Ordine che sono caduti in un agguato infame mentre stavano svolgendo il proprio dovere dovrebbe vergognarsi profondamente.
In secondo luogo: quando Salis accusa lo Stato, per transitività, accusa anche chi, lo Stato, decide di servirlo ogni giorno. Ergo, in un certo qual modo, i carabinieri fanno parte del sistema malato che andrebbe combattuto e dunque sono delle perdite collaterali (e forse così si spiegherebbe anche il perché non vadano nemmeno compiante, vero Ilaria?).
Infine, ultimo punto ma non per importanza: parlare di corresponsabilità della Politica legittima in maniera chiara qualsiasi altro squinternato che per evitare uno sfratto dovesse decidere di farcire la sua casa di gas e farsi esplodere (peraltro neanche da solo, ma trascinando con sé quanti più innocenti possibili). Ci rendiamo conto? Tra le righe, la dott.ssa Salis sembra sottendere – o almeno c’è chi può leggerlo così – che, se chi ha uno sfratto è disperato e uccide qualcuno, la Politica (chiaramente il Governo, mica anche lei) è suo complice. Parole che rischiano di giustificare e avallare la violenza.
Insomma, chi pensava che dopo la salvezza (in extremis) in parlamento Ilaria Salis potesse acquistare un minimo di moderazione e comprendere che gli estremismi conducono solo all’oblio o al pericolo, si sbagliava. Ad oggi l’esponente della Sinistra radicale filo-occuppazionista è più combattiva e polarizzata che mai.
Tuttavia, forse, chi a Destra bramava una sua condanna per vederla uscire di scena dalla politica in queste ore potrà ricredersi: Salis è più utile seduta in Parlamento a sparare queste sesquipedali castronerie piuttosto che in Ungheria da martire in catene dei compagni. D’altronde, trovate uno spot per i liberali migliore di lei, ogni qualvolta apre bocca…
Alessandro Bonelli, 16 ottobre 2025
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