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Caro compagno Massini, ti spiego io cos’è la (vera) libertà

La lezione allo scrittore: libertà non significa ascoltare solo chi vi dà ragione e mettere a tacere il resto

Massini parla di charlie kirk a piazzapulita © STILLFX tramite Canva.com
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Cari compagni, oggi proveremo a spiegare un concetto solo apparentemente semplice. Con un linguaggio chiaro, diretto ed essenziale, cercherò di farvi comprendere, o perlomeno ci proverò, il reale significato della parola “libertà“, termine tanto usato e altrettanto abusato.

Libertà, cari compagnucci e care compagnucce, non significa dare spazio solo a poche e selezionate opinioni, tutte rigorosamente in linea con il vostro pensiero, escludendo a priori tutte le altre, in quanto in contrasto con le prime. La libertà, al contrario, consiste proprio nel riconoscere a tutti la possibilità di esprimere liberamente la propria opinione, senza la necessità che nessuna di queste debba essere marginalizzata o rifiutata in quanto in antitesi rispetto a un’altra.

L’essenza stessa del concetto di libertà, implica, infatti, che due date opinioni, anche in netta contrapposizione tra loro, possano essere entrambe egualmente accolte ed entrambe egualmente rispettate, pur non condividendone una o entrambe. Pensare, invece, di poter avere riguardo solo ed esclusivamente delle opinioni gradite, demonizzando tutte le altre, è quanto di più lontano ci possa essere dal concetto di libertà. A questo punto, proviamo a fare un esempio pratico per rendere più digeribile il ragionamento. Libertà significa rispettare la tesi di chi crede che le armi facciano schifo e il loro uso vada sempre e comunque evitato, anche al costo di mettere a repentaglio la propria sicurezza.

Ma libertà, al contempo, significa rispettare allo stesso modo la tesi opposta, il pensiero di chi crede che le armi siano un male necessario per difendere la sicurezza di uno Stato libero, o che non possa essere violato il diritto dei cittadini di detenere legalmente un’arma per difendere, in casi estremi, la propria sicurezza. Entrambe le tesi, sebbene in perfetta antitesi tra loro, meritano in egual maniera di essere iscritte nella “lavagna della libertà”. In tal caso, si realizza pienamente il concetto di libertà.

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Al contrario, affannarsi a cancellarne una, per far sì che tutto lo spazio venga occupato dall’altra, equivale a cancellare contestualmente dalla lavagna lo stesso concetto di libertà. In estrema sintesi, e mi rivolgo a voi tutti, cari compagni, e soprattutto a te, caro compagno Stefano, che fatichi così tanto a recepire il significato della parola libertà: tutti, in ugual misura, e indipendentemente dal fatto che voi gradiate o meno le loro opinioni, meritano di avere un posto sulla lavagna delle libertà.

Perché una lavagna delle libertà che sia effettivamente tale, non prevede il maniacale controllo e la preventiva eliminazione delle tesi sgradite. E se davvero non capite questo concetto, tanto semplice e lineare da essere facilmente comprensibile persino da un somaro, allora no, cari compagni, non siete solo falsi e ipocriti come qualche maligno da tempo sospettava. C’è di più, molto più, allora davvero, come suggerisce ingenuamente il compagno Stefano, vi manca quel piccolo scatto nella testa per essere proprio come tutti gli altri.

Salvatore di Bartolo, 27 settembre 2025

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