Caro Landini, la decrescita felice si sta avvicinando

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Caro Maurizio Landini, solo per ragioni d’anagrafe, pur essendo stati a un tiro di schioppo, lei ed io non ci siamo mai incontrati alla Fiat Trattori di Modena. Allora io ero il Ceo di una multinazionale in via di quotazione a Wall Street, lei era nelle retrovie del sindacato. Quando lei è diventato un Ceo sindacale, io ero nelle retrovie del business e avevo iniziato una nuova vita: studiare il Ceo capitalism. Se vuole, con 5 €, un prezzo operaio, può leggere, in digitale, Uomini o Consumatori? Il declino del Ceo capitalism di Giovanni Maddalena e Riccardo Ruggeri (Grantorino Libri). Sono certo che lo consiglierà al suo Ufficio Studi.

Il 1° Maggio La Stampa, a tutta pagina, titola “Mattarella: senza lavoro non c’è l’Italia”. Sono talmente d’accordo con il Presidente che ho scritto un tweet “… se il criterio è il lavoro, e non il “divano” del reddito di cittadinanza, l’Italia ci sarà ancora a fine anno?”

Le scrivo perché mi sono letto la sua intervista al Manifesto e l’esegesi che ne ha fatto Luciana Castellina il giorno dopo. Qual è la sua idea sul dopo Virus, in termini di occupazione, al di là delle frasi di circostanza che entrambi avete scritto? Io non l’ho capito. Lo confesso, non la riconosco più, il suo linguaggio è così indiretto, così paludato.

Lo sa, caro Landini, che lo stile di vita del Ceo capitalism ha vinto? Lo sa che la cultura di Silicon Valley ha stravinto? Lo sa che 5 Ceo (Amazon, Apple, Facebook, Google, Microsoft) un giorno, prossimo, potrebbero guidare, seppur dal sedile posteriore, non solo l’America, ma i G7, G8, G20? Durante i due mesi della prigionia in casa, imprenditori e dipendenti, quelli più attenti, hanno capito che con il combinato disposto “terrore del Virus-digitalizzazione-distanziamenti”, intere filiere produttive saranno distrutte, altre verranno riposizionate, il lavoro dignitoso massacrato, il piccolo grande mondo delle partite iva, dove il lavoro aveva ancora connotati umani, e dal quale lei proviene, scomparirà per sempre. Quelli che servono saranno servi.

Lo riconosca, un vanesio e un pugno di scappati da casa, hanno gestito in modo superbo la comunicazione del Virus, trasferendo terrore ai cittadini, terrore scientificamente supportato dai virologi di regime e dall’establishment (personalmente non glielo perdonerò mai). Il loro obiettivo della decrescita felice si sta avvicinando, l’Economist lo certifica in copertina: The 90% economy. Guardi che un’economia al 90%, a scendere, per il modello in essere, è miseria, in purezza.

Lei è in cul de sac. E così tutte le persone perbene, e noi apòti e liberali nature che non vogliono il fascism (tranquillo, manca la “o”, è nell’accezione americana del termine). Condivide questa assunzione? Allora, lei come me, e come tanti, ha due opzioni.

Può giocare di rimessa, come indica nella sua intervista, inutile che chieda, in termini negoziali, il cambio dei paradigmi, questi sono già stati definiti, e sono i loro. Sarà costretto a ripiegare sulla richiesta dei soliti ammortizzatori sociali, salari di emergenza, salari universali (ricordi, il copyright è di Papa Bergoglio). E’ arrivato tardi, ci sono già, loro lo chiamano reddito di cittadinanza, con destinazione finale divano e seghe mentali. Se lei si adegua avrà un divano in pelle. Come me.

Noti i vincitori (élite e scappati da casa) che faranno gli sconfitti (partite iva, quel che resta della classe operaia, gli ultimi scampoli della classe media perbene)?

Stante l’età, io lo saprò vivendo, però, glielo assicuro, non sdraiato sul divano.

Riccardo Ruggeri, 2 maggio 2020

Zafferano.news

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