Caro Porro, gli artigiani sono in difficoltà ma a nessuno interessa

Ritenute che bloccano la liquidità e assenza di difesa da parte delle associazioni: così le piccole imprese restano sole

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Mi chiedo dove fossero le associazioni degli artigiani quando il nostro ministro dell’Economia ha aumentato la ritenuta d’acconto sui bonifici parlanti dall’8 all’11%. Oggi Confartigianato si lamenta per l’eliminazione o la riduzione delle certificazioni sulle caldaie, ma allora dov’era?

L’11% di trattenute sui bonifici parlanti non riguarda solo la manodopera, ma anche i materiali. Questo comporta, a fine anno, un disavanzo economico molto importante per le imprese artigiane, con gravi difficoltà nel far fronte alle spese correnti, al pagamento delle tasse e delle tredicesime ai dipendenti.

A tutto questo si aggiunge il fatto che le somme trattenute da gennaio a dicembre vengono recuperate solo dopo 7–8 mesi, tra luglio e agosto dell’anno successivo, con la dichiarazione dei redditi, senza che lo Stato riconosca alcun interesse per il denaro anticipato.

Oltre al danno, la beffa: a novembre lo Stato ci chiede anche l’acconto delle imposte per l’anno successivo, pur avendo già incassato somme considerevoli attraverso le ritenute d’acconto. A questo punto la domanda è inevitabile: cosa dovremmo fare noi artigiani? Come possiamo pagare le tredicesime e mantenere in equilibrio i conti aziendali?

È su questi temi concreti che ci aspettiamo una presa di posizione chiara e tempestiva da parte delle associazioni di categoria, a tutela delle imprese che ogni giorno lavorano, investono e garantiscono occupazione.

Maurizio Monardo, Artigiano settore Ascensori,  16 dicembre 2025

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