Egregio dott Porro, sono un assiduo commensale (come conferma il mio cognome). Ultimamente tra le tipiche facezie estive (semel in anno… licet insanire?) riflettevo con amici sul modo di porgere gli auguri sui social sempre più sintetico e impersonale e soprattutto – come un giusto sillogismo – sul modo con cui si ringrazia.
È emersa la mia idea sulla sintesi come accidia comunicativa tipica di questo mondo frenetico dove non vale la pena soffermarsi per dare il giusto spazio agli auguri per un evento. Tutti abbiamo fretta.
Spesso viviamo talmente di fretta che affidiamo anche un gesto personale come gli auguri ad un Gif già preconfezionato e un semplice quanto sintetico “AUGURI NICOLA”. Poi ora con l’ausilio della AI siamo alla deriva! Di converso il ringraziamento non può andare oltre un banale e scontato emoji o un “thumb up”.
Ammetto che proprio come reazione amo rendere l’augurio più aulico elaborando un messaggio che recita più o meno così “carissimo Nicola in occasione del giorno genetliaco giungano copiosi i miei auguri affinché questa giornata possa essere ridondante di emozioni”. Ammetterete che …beh, un “like” non solo è troppo poco ma anche quasi offensivo.
Eppure è opinione condivisa che rispondere agli auguri ricevuti con “like 👍” equivalga a scrivere «Ti ringrazio tanto per il pensiero gentile che ho gradito tantissimo». Io la definisco non solo “accidia comunicativa” ma soprattutto mancanza di stile. O se proprio devo essere sincero una sorta di stipsi verbale.
E voi cosa ne pensate?
Cordialmente
Vincenzo Mangione, 5 agosto 2026
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