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Caro Porro, guarda che schifo: ammessa all’Ateneo con sei anni di ritardo

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Caro Porro,

voglio segnalarle un episodio che evidenzia, purtoppo insieme a molti altri, come l’Italia sia oramai un paese senza alcuna speranza di un futuro civile.

Mia figlia riceve oggi 5 agosto una raccomandata dall’Università di Bologna nella quale le si comunica che, in seguito alla riassegnazione di posti vacanti per il concorso di ammissione mediante test alla Facoltà di Medicina Veterinaria, sostenuto nell’anno 2016 (si ho scritto giusto, 2016), ha 10 giorni per comunicare alla scrivente Università la sua volontà di iscrizione al suddetto corso di Laurea.

Quindi dopo 6 anni uno studente che aveva il sogno di intraprendere un impegnativo corso di studi per conseguire una Laurea che avrebbe aperto le porte a una carriera professsionale desiderata con forza e convinzione, viene informato che avrebbe avuto diritto a tale sogno. Allucinante.

Per fortuna mia figlia si è laureata in Medicina Veterinaria lo scorso giugno, all’estero, in Spagna, dove con tutta probabilità si trasferirà stabilmente (per fortuna !!) dato che ieri ha già trovato un posto di lavoro, non modello percariato o stage sottopagato come qui da noi.

Sorge spontanea una considerazione.

Ma quanti ragazzi, anche molto bravi, volenterosi e studiosi, hanno dovuto abbandonare il sogno di una professione perché impediti dalla solita burocrazia italica che impiega 6 anni per assegnare i posti di accesso alle Facoltà a numero chiuso? Quanti possono permettersi di andare all’estero per proseguire con gli studi o permettersi di riprovare e riprovare negli anni un test di accesso, spesso senza capo né coda, nella speranza di superarlo?

Mi piacerebbe sottoporle la lettera ricevuta, perché ancor di più rende in maniera limpida l’inadeguatezza, e mi viene da aggiungere anche lo schifo, di questo paese, contenente un misto di burocratese e sgrammaticatura.

Cordiali saluti

Claudio Cordani