Caro Porro, ti seguo sempre e so quanto ti stia a cuore la lotta contro l’irrazionalità della burocrazia. Per questo voglio sottoporti un caso che accade ad Acilia Sud (Roma) e che sembra uscito da un romanzo di Kafka, ma purtroppo è realtà.
Vogliono radere al suolo un boschetto naturale cresciuto spontaneamente vicino alla nuova stazione per farne un parcheggio di scambio. L’assurdo: a dieci metri di distanza esiste l’area ex ATAC, una distesa di cemento già pronta, che una Delibera del 2021 indicava esplicitamente come il luogo dove fare il parcheggio. Eppure, l’amministrazione ignora le sue stesse carte e preferisce distruggere l’unico polmone verde della zona, col rischio concreto di creare danni idrogeologici (allagamenti) alle case e ai garage dei residenti di Via Bepi Romagnoni. Voglio precisare che il rimessaggio ex Atac, è stato acquistato dal comune di Roma e l’azienda la sta ancora usando… pagheranno un affitto?
In un’epoca in cui ci riempiono la testa di “Green Transition” e sostenibilità, qui si sceglie di distruggere il verde esistente invece di riqualificare il cemento già presente. È la vittoria dell’illogicità sulla realtà.
I volontari di Fare Verde sono in strada, davanti alle scuole (come oggi alla Scuola Mirò), non per fare ideologia, ma per difendere il buonsenso e la sicurezza delle proprietà dei cittadini.
Ti segnalo questa storia non per chiederti un favore, ma perché incarna perfettamente quel “mondo al contrario” che denunci ogni mattina nella tua Zuppa. Se avessi voglia di darci un’occhiata, vedrai che è un caso di scuola di come la burocrazia sappia complicare le cose semplici.
Pochi giorni fa, abbiamo messo su un sito per dar ancora più visibilità.
Un caro saluto e buona Zuppa,
Acilia Trasparente
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


