Nella nuova legge contro il maltrattamento degli animali è stato incluso il divieto di tenere i cani alla catena. Questo avrà una significativa conseguenza: nelle strade vicinali che passano nei pressi delle aziende agricole, i cani da guardia diventeranno un pericolo per chi andrà a fare camminate o corse in campagna.
Nel febbraio 2024 un giovane che correva in una zona verde non lontano da Roma è stato sbranato e ucciso da tre cani da guardia.
Con questa nuova norma si moltiplicherà esponenzialmente la probabilità di episodi di aggressione che provocano, di per sé, una doppia tragedia: per la vittima e per l’agricoltore.
Il risultato sarà quindi l’esatto opposto di quello auspicato dagli ambientalisti che intendono promuovere la conoscenza e la contemplazione della natura: chi vive in città rinuncerà sempre di più a frequentare la campagna. Qualcosa del genere sta già avvenendo nelle aree che ospitano allevamenti estensivi, dove pascolano ovini e bovini. Il divieto di cacciare i lupi, costringe gli allevatori a dotarsi di cani da guardiania che, in branco, aggrediscono regolarmente gli escursionisti che frequentano zone collinari o montane, tra i pascoli e i boschi. Quattro anni fa, in Calabria, in un’occasione del genere, una ragazza di 20 anni fece una brutta fine. Anche i motocrossisti e i ciclocrossisti entrano nel mirino dei cani. E perfino le auto.
L’associazione che ha promosso questa norma si chiama Lega italiana per i Diritti degli Animali e dell’Ambiente. Forse la parola Ambiente funge da scudo che nasconde una contraddizione.
La norma sul divieto di tenere i cani alla catena è frutto anche di una specifica campagna di opinione, denominata Freedom for dogs. Il suo esito vittorioso sarà Captivity for humans: non una vittoria della civiltà, come è stata proclamata, ma il suo opposto.
L’onorevole Brambilla, prima firmataria della proposta di legge, fa parte del gruppo politico Noi moderati; ma di “moderato” mi pare non abbia niente, almeno nella materia a cui si dedica con grande passione.
In questo fanatismo cinofilo si scorge un tratto di misantropia sempre più autoritario, che si traduce in una minaccia alla libertà e all’incolumità dei cittadini.
Gabriele Ciampi, 3 giugno 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


