La posta dei lettori

Caro Porro, in questa guerra tra magistrati ci rimettiamo noi cittadini

La giustizia è amministrata in nome del popolo italiano: ma noi possiamo davvero incidere?

separazione carriere Immagine generata da AI tramite DAL-E di OpenAI

Caro Porro, si continua a polemizzare su chi dice cosa. L’ultima battuta l’ha detta il Ministro Nordio ricordando una frase di Di Matteo su “mentalità e metodo mafioso” al CSM e anche Palamara, mai smentito, dice che il sorteggio dei componenti spezzerebbe il “meccanismo para-mafioso”. Ovviamente queste parole hanno infiammato ulteriormente il dibattito, Sì /No, dove la presa di posizione della segretaria Schlein, quindi del Pd, è quella di redarguire Nordio e presentare le proprie scuse.

Una cosa è certa, i morti per mafia e per terrorismo non appartengono ad alcun partito, sono figli/e del Popolo e noi li possiamo solo piangere perché questa perdita riguarda tutti indistintamente.

Domanda: perché alcuni togati se la prendono tanto a cuore? Se sbagliano paga il popolo (non hanno un’assicurazione privata come i medici), se una persona viene ingiustamente condannata e detenuta le responsabilità non sono mai loro, se commettono degli atti gravi è riscontrato che solo un circa il 25% viene perseguito e altro ancora.

Ebbene, perché loro si dovrebbero sentirsi offesi ed il popolo no? La giustizia viene amministrata “in nome del popolo italiano” di conseguenza gli attori veri dovemmo essere noi. Ma è veramente così?

Ognuno ha un’opinione diversa e oggi, a far data 22 e 23 marzo, la possiamo esprimere votando ed in questo caso il risultato sarà veramente pronunciato dal POPOLO ITALIANO.

Ezio Pozzati, 19 febbraio 2026

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