La posta dei lettori

Caro Porro, occhio al “catasto”: ti spiego come voglio fregarci (e tassarci)

Il vero elefante nella stanza è che a quel numero è indissolubilmente legata la nostra vera patrimoniale: l'IMU

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Caro Porro, le scrivo per farle i miei più sinceri complimenti. In un panorama mediatico e politico in cui quasi tutti fanno finta di non capire, lei è stato l’unico a centrare il vero fulcro della ciclica e pretestuosa richiesta di “adeguare le rendite catastali” in Italia.

Lavoro da quasi venticinque anni nel private banking e mi occupo quotidianamente di gestione e pianificazione di patrimoni immobiliari e familiari. La dinamica che lei ha smascherato è tanto semplice quanto machiavellica.

Di per sé, la rendita catastale è un “numero in libertà”. Che i valori non siano allineati a quelli di mercato in tutta Italia è un falso problema: se i valori sono tutti proporzionalmente schiacciati verso il basso, la cosa è del tutto ininfluente, a patto che non vi siano macroscopiche discrepanze interne. Il vero elefante nella stanza è che a quel numero è indissolubilmente legata la nostra vera patrimoniale: l’IMU.

Se un governo avesse bisogno di fare cassa e decidesse di moltiplicare per cinque l’aliquota IMU, la famosa “casalinga di Voghera” capirebbe immediatamente la stangata, si indignerebbe e punirebbe l’esecutivo alle urne. Ma la politica ha trovato l’inganno perfetto. Se alla stessa casalinga viene raccontato che il governo sta compiendo un’operazione di “equità” per allineare le rendite ai valori di mercato (moltiplicando di fatto la base imponibile per cinque), la cittadina è indotta a credere che sia una manovra giusta. Il risultato? Si ritroverà l’IMU moltiplicata per cinque, ma non le sembrerà colpa di un politico avido, bensì di un “inevitabile adeguamento tecnico”. Non avrà più nessuno con cui prendersela.

Questa richiesta di revisione non è altro che un gioco di prestigio per prendere in giro gli elettori e aumentare la pressione di una patrimoniale già gravosa, deresponsabilizzando chi la applica. Tutti i politici e i giornalisti, me lo auguro perché altrimenti sarebbero analfabeti, lo sanno benissimo, ma fanno finta di nulla.

Grazie per aver svelato questo meccanismo con la sua consueta lucidità e per non essersi prestato all’ipocrisia generale. Continui così. Un cordiale saluto,

Alvise Figà Talamanca, 10 giugno 2026

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