
Secondo Elio Germano la colpa del momento di crisi nel cinema italiano è da imputarsi al mancato supporto economicamente da parte del ministero della Cultura.
E a Report non gli sembra vero di approfittare di questa posizione di Germano per apparecchiare un attacco contro Giuli. Se ne deduce che quindi per costoro un film non è più il prodotto di un’impresa cinematografica basato sulla genialità artistica e creativa dei registi che puntano anche a fare breccia sul mercato ma un normale servizio culturale offerto dallo Stato e gli attori e i registi sarebbero, di fatto, equiparati a “dipendenti pubblici”.
Ecco quindi la fama, il red carpet e la bella vita che deve essere a spese dello stato (cioè nostre?). Ma allora a questo punto non ci resta che fare i concorsi pubblici per attori e registi, no?
Alex Monteverdi, 16 ottobre 2025
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