
Caro Porro, sono nata 70 anni fa a Gibuti, ex Somalia Francese, da genitori italiani.
All’inizio degli anni ’60 torniamo in Italia e mio padre provvede a “trasferire” i documenti di nascita a chi di dovere in Italia. I problemi iniziano quando viene emesso il primo codice fiscale, dove mi assegnano come luogo di nascita la Somalia che non è quella francese: faccio il giro delle cappelle finché trovo qualcuno che capisce la differenza ed emettono il codice ritenuto giusto.
Ad ogni acquisto di autovettura sempre problemi con il luogo di nascita, che comunque viene accettato. Poi a metà del giugno scorso mi viene rifiutato un pagamento da carta ricaricabile: verifico e mi trovo la carta di credito bloccata (sulla carta presenti 300 euro). Allora vado in banca dove mi dicono che il problema è dovuto al mio luogo di nascita, anche se, faccio notare, sono correntista da più di 30 anni. Risultato: non mi viene emessa una nuova carta e neanche il bancomat, nessuno può risolvere in filiale il problema.
Viene inviato un Ticket a ..chi? Mistero.
Provo ad attivare una carta ricaricabile in Posta e in altre banche, ma tutto si blocca sempre con il mio paese di nascita che non corrisponde a quello sul codice fiscale. Il mio Comune, nel tentativo di scavalcare il problema cerca di emettere una nuova carta di identità ma pre farlo deve annullare quella in mio possesso….: mi viene emessa una carta di identità cartacea perché quella elettronica non viene rilasciata causa Paese di nascita. Allora vado all’Agenzia delle Entrate dove non risulta più un paese di nascita.
Caro Porro la mia odissea continua senza che io possa fare visite mediche e cure mediche che mi sono necessarie.
Mi sento una schiava di merda dove dopo essere sempre stata più che corretta verso lo stato italiano sono rifiutata dal sistema di merda.
Silvana Prestigiovanni, 13 luglio 2025
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