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Caro Porro, ti racconto il mio incubo: devo riavere i soldi ma “Sala” da 2 anni non paga

Il Comune batte cassa come una macchina da guerra. Poi quando tocca restituire, sparisce

beppe sala milano Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI
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A Milano, essere automobilisti è diventato uno sport estremo. Non per il traffico, non per la viabilità caotica — quelle sono miserie con cui ci si è rassegnati a convivere — ma per la pressione fiscale e sanzionatoria che il Comune esercita con una precisione degna di ben altra causa. Milano è stabilmente in cima alle classifiche italiane per numero di multe elevate agli automobilisti.

L’amministrazione Sala ha costruito negli anni un sistema di riscossione impressionante per efficienza: non paghi in tempo? Scattano le more. Non paghi le more? Arriva la cartella. Non paghi la cartella? Ti mettono il fermo amministrativo sull’auto. Nel peggiore dei casi, il pignoramento. Una macchina perfetta, ben oliata, inesorabile. Eppure, in questa stessa città, monopattini e biciclette circolano in un regime di sostanziale impunità. Salgono sui marciapiedi, ignorano i semafori, parcheggiano ovunque. Nessuna tolleranza zero, nessuna stretta, nessun piano sistematico di controllo. La “mobilità dolce” gode di una protezione politica che non viene nemmeno dissimulata: è ideologia travestita da urbanistica.

Il paradosso è tutto qui. Milano è la città che multa di più. Milano è anche la città con alcune delle strade più dissestate d’Italia. Buche, masselli sconnessi, rattoppi rattoppati, asfalto che cede ad ogni pioggia intensa. Chi paga le tasse, chi paga le multe, chi paga l’Area C, chi paga i parcheggi — chi, insomma, finanzia questa macchina amministrativa — si trova a guidare su strade che sembrano uscite da un dopoguerra.
E quando le strade fanno i danni — perché succede, eccome se succede — il Comune sparisce.

Agosto 2024. Il sottoscritto percorre Viale Bligny quando un massello stradale sollevato dal manto distrugge gomma e cerchio, danneggiando anche il semiasse del veicolo. Danno accertato e documentato: oltre duemila euro. Quello che segue è il calvario burocratico che chiunque abbia provato a ottenere un rimborso dal Comune di Milano conosce bene. Segnalazioni, documentazione fotografica, perizie, raccomandate, intervento di un avvocato. Anni di attesa. E ad oggi, nessun rimborso. Il Comune che in 60 giorni ti manda tre solleciti per una multa non pagata, non riesce a liquidare in quasi due anni un danno causato dalla propria incuria. Questa non è burocrazia: è asimmetria di potere.

Seconda storia, più piccola nei numeri, identica nella sostanza. Ho acquistato un’auto elettrica — non per ideologia ambientalista, sia chiaro, ma per scelta personale. Come noto, i veicoli elettrici a Milano hanno accesso libero all’Area C. O almeno, dovrebbero. Invece il Comune addebita sul Telepass 7,50 euro per un accesso.

Segue la trafila: segnalazione via mail ad ATM, al Comune, compilazione del modulo previsto, attesa della risposta. Dopo oltre due mesi, nulla. Sette euro e cinquanta che il Comune non restituisce, non perché la richiesta sia infondata — è documentata, corretta, legittima — ma semplicemente perché non c’è fretta. Non c’è un sistema di riscossione del rimborso efficiente come quello delle multe. Non c’è una cartella per i debiti del Comune verso i cittadini.

Il Comune di Milano è straordinariamente bravo a prendere. È strutturalmente incapace di dare. Quando sei tu a dover pagare, il meccanismo è implacabile, automatico, progressivo. Quando è il Comune a dover pagare, ti perdi nei meandri degli uffici, nelle mail senza risposta, nelle procedure che si trascinano senza esito.

Sala ha costruito un’amministrazione che sa battere cassa con la velocità di un creditore aggressivo, ma che di fronte ai propri debiti funziona come un debitore cronico: rinvia, tergiversa, ignora. Nella Milano di Sala, la città ti multa se lasci l’auto in divieto per dieci minuti. Ma se una sua strada distrugge la tua macchina, puoi aspettare. Puoi aspettare a lungo.

Matteo Aletti, 27 maggio 2026

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