Caro Porro, mi trovo costretto a rivolgermi a voi per lo spinoso tema dell’aumento dell’IRPEF in Puglia. Il 16 maggio scorso si è tenuta la conferenza stampa in cui il nuovo presidente della Regione De Caro ha annunciato l’aumento dell’IRPEF per sanare i 349 milioni di buco generati dal suo predecessore nell’ambito della sanità. Resto alquanto sconcertato per diversi motivi.
In primo luogo, mi vedrò detrarre ben 66 euro mensili (tanto ammonta la mia trattenuta per fascia di reddito) per politiche errate attuate in precedenza. Il buco è stato il frutto di anni di sperpero di denaro pubblico e di cattivi investimenti.
La vostra trasmissione lunedì scorso proponeva il servizio su una società pagata 400.000 euro per collocare profughi in famiglie residenti a Roma che non avrebbero percepito alcun reddito.
E come vogliamo definire una regione che per più di un anno ha corrisposto canoni mensili di importi analoghi al precedente per la locazione all’ente Fiera del Levante per allestire un ospedale Covid, costato 28 milioni di euro, utilizzato per pochi posti e successivamente rimasto inoperativo per oltre un anno, pur continuando a corrispondere canoni di locazione per 110.000 euro mensili… oltre ai macchinari che sono stati accantonati in un magazzino e che adesso non sono più utilizzabili.
Vede, la mia rabbia non è per i 66 euro mensili, ma deriva dal fatto che, essendo un malato oncologico, le mie cure sono costretto a sostenerle fuori dalla Regione Puglia (e nello specifico, per fortuna, grazie a un’assicurazione sanitaria che ho sottoscritto privatamente).
Pensare che per una risonanza magnetica devo aspettare localmente sei mesi, per poi magari svolgerla a San Severo (FG), mentre io sono residente a Bari… L’ultima volta, sempre in una struttura della Puglia, l’esito non era neanche preciso. Ogni volta che raccolgo il mio materiale sanitario sembra un puzzle regionale ospedaliero: una TAC al Miulli di Acquaviva, la prima risonanza a San Severo, la seconda a Grumo e così via… il tutto aumenta il mio senso di sfiducia.
La beffa di quanto raccontato è che vediamo il nuovo presidente di Regione Decaro adoperarsi in maniera fattiva (ovviamente a spese dei residenti) affinché si possa risanare il debito, ma con altrettanta solerzia, nonostante quanto dimostrato dal precedente presidente Emiliano nella gestione dei conti pubblici, il buon Decaro gli sta cercando un posto da consulente o un contratto da co.co.co. per premiarlo per quanto svolto negli anni precedenti.
Purtroppo noi baresi abbiamo la memoria corta, perché già dalla gestione del caso Punta Perotti (con condanna della Corte Europea a risarcire quanto demolito sempre dal presidente Emiliano), si è proceduto a spalmare tutto con l’aumento dell’ICI ai residenti. E nonostante tutto, la questione è ancora in sospeso, mentre si premia l’artefice di questi episodi offrendo consulenze o contratti ad hoc. Scusate per questo sfogo, ma restate l’unica fonte giornalistica che denuncia e affronta con obiettività questi spinosi argomenti.
Grazie per l’attenzione
Lettera firmata
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