Caro vita: il governo batta un colpo

Aiutare gli ucraini che scappano dalle bombe, ma tutelare anche gli italiani: l’impennata dei costi è preoccupante

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di Federico Sboarina, sindaco di Verona

Toc Toc: prendo in prestito una tua espressione, direttore, e parto da una frase della tua “zuppa” di giornata: «Forse qualcuno non s’è reso conto che tra un po’, se la situazione rimarrà questa, dovremo aiutare gli italiani». È una triste realtà. Oggi le emergenze sono due. C’è la guerra in Ucraina, e va fatto tutto il possibile per aiutare chi sta scappando dalle bombe: in questo senso sono orgoglioso che Verona, dopo la nostra richiesta, sia stata scelta come hub del Nord Italia per l’invio di materiale umanitario. Ieri, poi, abbiamo accolto in uno dei nostri ospedali quattro bimbi oncologici, con le loro mamme, e la città ha già abbracciato centinaia di sfollati, soprattutto donne e bimbi. È una gara di solidarietà commuovente.

C’è però un’altra priorità, che va di pari passo, ed è il caro-vita che sta mettendo alle corde gli italiani, l’enorme aumento del costo dell’energia, il prezzo di carburante che ha raggiunto picchi inimmaginabili, e prima di Pasqua – così dicono gli analisti – a questo ritmo toccherà i tre euro. Muoversi in auto, per troppi, sta diventando una grande fonte di preoccupazione. Così, è chiaro, non si può andare avanti. Il conflitto russo-ucraino ha aggravato il quadro, non c’è dubbio, ma l’impennata dei costi è cominciata ben prima, e in ogni caso se l’Italia avesse una propria autonomia energetica, come ad esempio la Francia, il gas russo oggi non sarebbe un problema tanto urgente.

Negli ultimi decenni è mancata una visione, un piano strutturale, e il risultato purtroppo, è questo. Il governo deve mettere sul tavolo miliardi extra per aiutare famiglie e aziende in difficoltà. Il Comune di Verona, faccio un esempio, nonostante un rincaro di 6 milioni sulle proprie casse dovuto ai maggiori costi dell’energia ne ha stanziato uno extra per implementare le risorse a favore dei cittadini più in difficoltà. Si tratta di un intervento significativo, l’amministrazione sta facendo il massimo, ma il problema può essere risolto solo da Roma: l’esecutivo si metta una mano sulla coscienza, e oltre a stanziare ulteriori risorse metta in condizione i sindaci di aiutare i cittadini, con sgravi e agevolazioni, a puntare su fonti d’energia alternative per risparmiare sulle bollette.

Non c’è più tempo da perdere. Lunedì, contro il caro-carburante, sciopereranno i camionisti. I pescherecci sono fermi da giorni. Vanno tutelate le filiere e i cittadini. Il disagio sociale cresce e non possiamo permetterci che superi il livello di guardia. Rischiamo il divieto di esportazione dei beni di prima necessità, dazi, stoccaggi cautelativi. Toc-Toc: il governo batta un colpo.

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