Commenti all'articolo Caso Gozi, ormai il Pd è il partito dello straniero

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ancoraparli
ancoraparli
3 Agosto 2019 11:05

ma quanto piace alla sinistra italiana questo qua…da bravi haters dell’italia, che non si limitano ad odiare il loro paese ma cercano pure di distruggerlo, acclamando i barbari invasori via mare e infestandolo di mata hari al servizio del nemico, tipo questo gozi, un infame mercenario che si vende segreti di Stato neanche fosse mastrota con padelle e materassi, in qualsiasi altro paese serio questa ***** avrebbe fatto giustamente la fine di skripal, nel paese di arlecchino al massimo non lo invitano più alle feste delle ambasciate.
essendo dicevo il tiranno di parigi il massimo e più irriducibile rappresentante mondiale dell’antiitalianità, i vari renzi e zingaretti, classici cavalli di *****, che si atteggiano a statisti ma sono solo meri galoppini al suo servizio, patetici burattini cooptati dall’internazionale catto-comunista contro i popoli europei di cui il Kim Jong Un alla marsigliese è uno dei pilastri, lo venerano come un divo di hollywood! a me invece vedendo questo delinquente mascalzone psicopatico l’unica cosa che mi viene in mente riguardo al cinema è il remake del film “il giorno dello sciacallo” del 1973…ma stavolta lo vorrei col lieto fine!

Gianluca
Gianluca
1 Agosto 2019 19:59

Dubito che gli inglesi o i tedeschi abbiano avuto queste reazioni da straccioni quando Blair e Schroeder sono stati assunti come consulenti di governi stranieri.

Alessandro Baschieri
Alessandro Baschieri
1 Agosto 2019 15:06

Perché meravigliarsi? Gran parte dei membri della sinistra italiana continuano ad essere imbevuti di quella mentalità internazionalista di sovietica memoria che in passato il PCI ed i “partiti fratelli” hanno pervicacemente cercato di diffondere urbi et orbi per decenni. Il dogma comunista prevedeva che le masse lavoratrici di tutto il mondo si unissero e che ai fini di questa nefasta ideologia gli Stati si dovessero dissolvere. Per raggiungere questo scopo ogni mezzo era lecito, come insegnava il compagno Ulianov. Se utile alle sue mire, il comunista occidentale (non quello sovietico, che rischiava l’applicazione del famigerato art. 58 del c.p. sovietico, come Solgenitsin ci ricordava già negli anni ’50) poteva e doveva: avere connivenze con paesi esteri ai fini di danneggiare le istituzioni, la credibilità, il prestigio ed il tessuto sociale del suo deprecato Stato borghese di appartenenza; sostenere i “diritti”e le “ragioni” (sociali, ça va sans dire) dei criminali contro l’oppressione dello Stato borghese; bollare come nemico del popolo chiunque cercasse di far prevalere lo Stato (borghese) di diritto; avversare in ogni modo e maniera tutti coloro che la pensavano differentemente dal dogma, soprattutto se liberali, in quanto di primo acchito non identificabili con il “nemico fascista” e quindi ai sui occhi più subdoli; contestare e criticare a prescindere (se possibile strumentalizzandola) ogni attività delle istituzioni in carica, anche contro… Leggi il resto »

gianfranco benetti longhini
gianfranco benetti longhini
1 Agosto 2019 13:44

LE “STAMPELLE” DI CHI NON RAGIONA, SI CHIAMANO “IDEOLOGIE”
TUTTI GLI ” ……ISMI,” SONO COMODI A CHI PENSA PER IL SUO VANTAGGIO E NON A BENEFICIO DEL POPOLO CHE LI VOTA.
E’ ORA CHE CHI GOVERNA IL “NOSTRO” PAESE, FACCIA UN ESAME DI COSCIENZA, E CAPIRE CHE NON E’ UN GIOCO DI CALCIO!