
Di stupefacente nella storia del compagno Hannoun che esporta fino a noi la democrazia di Hamas non c’è che un simile umanitario, secondo riscontri investigativi sostanziati in accuse circostanziate quanto pesanti, avesse organizzato una cellula terroristica in loco perché questo era chiaro a quanti provvisti di un elementare buon senso, di logica, di prudenza, di decenza: a tutti, meno che alla sinistra la quale, ecco la faccenda davvero stupefacente, continua a sostenerlo e lo fa nel modo più ignobile e stupidamente ignobile possibile.
Di stupefacente, di incredibile c’è che praticamente l’intera sinistra italiana era, e a maggior ragione resta, incapace di una seria autocritica, si rinserra nel sostegno di un boss del terrorismo islamico e addirittura alza il ditino nella sostanziale tolleranza, ecco la cosa forse più stupefacente di tutte, della politica come dell’informazione come dell’opinione pubblica.
Cioè passa tutto in cavalleria quando, a ruoli rovesciati, come minimo si sarebbero scatenate accuse di concorso esterno in associazione mafiosa (per la quale formalmente si procede) con annessa retata globale e dispersione di tutti i sodali, che, tornando alla realtà della cronaca, e sinistra realtà, sono tanti e verosimilmente non si limitavano a coprire, a mestare sul ruolo di un supposto capo criminale islamista che voleva “portare in Italia la jihad e la sharia” ma fornivano, alcuni almeno, sostegno logistico, operativo e finanziario se non altro nella misura delle iniziative ballerine e farlocche in presunto favore dei bambini di Gaza.
Leggi anche:
- Toc toc, sinistra: ora stai zitta sui rapporti con Hannoun?
- È il capo di Hamas qui. Ecco la rete di Hannoun in Italia
Roba da andarsi a nascondere come fra Cristoforo, da sparire in eterno; invece questi insistono, pretendono di processare, loro, una destra come sempre morbida che si limita quasi a supplicare “le scuse agli italiani”. Sai dove ce le sbattiamo o ficchiamo le scuse di una congrega simile. Il balletto dei burattini pelosi continua in un modo che, anche per pietà, dobbiamo per forza imputare a malafede, in altre parole non si può essere così stupidi.
Perché si può capire l’aggrapparsi ai vetri insaponati con le ditine cosparse di grasso, ma quando è troppo è troppo e qui questo troppo si è fatto coro dell’Opera. Se ne sentono di tutti i colori, se ne leggono di letteralmente incredibili, si incampia in certi commenti che uno pensa no, ho le allucinazioni, non è possibile, neppure da uno di loro.
Sentite, ma è solo un caso fra migliaia, il conduttore militante Corrado Formigli su Facebook: “Provo vergogna per come in Italia si finisca sempre nella più becera strumentalizzazione politica. Questa volta è il caso di un’inchiesta giudiziaria (non una sentenza ma un’indagine, giusto per ricordarlo ai sedicenti garantisti) utilizzata per svilire l’impegno di milioni di cittadini contro lo sterminio a #Gaza. 70 mila morti (e forse molti di più possono essere cancellati dall’arresto di #Hannoun? Un’inchiesta della magistratura questa volta, per la destra, benemerita) può essere assoluzione morale per il governo d #Israele?”.
Formigli prova vergogna, ma non per ciò che dovrebbe: senti un po’, giovanotto, ma chi è che strumentalizza? Che butta tutto in vacca senza riguardo né per la ragione né per la giurisdizione? Che avrebbe dovuto fare una magistratura per quanto schierata come la nostra in costanza di indizi spaventosi per quantità e pericolosità, in sostanza l’attrezzatura per importare la guerrasanta a suon di corruttele e attentati? Tirar via, lasciar correre perché (secondo te, secondo voi) Israele compie il genocidio?
Ma anche ammesso e non concesso, in un posto dove il favoloso popolo palestinese coincide coi suoi aguzzini, cui all’indomani del 7 ottobre chiedeva, da nessuno obbligato, “più sangue, più strage, più cani ebrei bruciati, più bambini trucidati”, ammesso e non concesso che certo antisemitismo aleggiante sia in qualche modo giustificato, e stiamo solo scendendo nello scantinato della vostra logica, mi dici in cosa le due situazioni possono giustapporsi, ossia l’una cancella, giustifica l’altra, le fornisce un salvacondotto? E che accidente c’entra l’impegno, vero o presunto, di milioni di cittadini eccetera? Insomma dove vuoi arrivare, Formigli?
Nessuno, tantomeno a destra dove certo antisemitismo storico e istintuale resta pressante, sta assolvendo nessuno: qui si parla, e ci mancherebbe altro, di una indagine antimafia su una cellula della organizzazione attualmente più feroce del mondo islamista, sovvenzionata e strutturata grazie al molteplice sostegno italiano: non basta? Svilire l’impegno, piffera questo Formigli: quale impegno?
Quello delle Flotilla, che nascondevano Dio solo sa cosa, e auguriamoci che l’inchiesta si allarghi, doverosamente, fino a loro, visto che uno degli strumenti di Hannoun erano certe ong militanti e flotillare? Quale impegno, quello dei compagni Askatasuna che teorizzavano, se non è gratificarle di troppo ingegno queste nullità maleodoranti, viziate e farabutte, la saldatura del terrorismo interno con quello islamico, secondo antica velleità allucinata della sinistra antagonista?
Leggi anche:
- È repressione- Il delirio della Flotilla dopo l’arresto di Hannoun
- Global Sumud Flotilla, siamo alle comiche: la Procura apre un’inchiesta
Diciamo Formigli per dire uno che l’ha sparata grossa, ma potremmo dire di altri che ne eruttano di peggiori perché in queste ore scabrose sembrano tutti ragionare con lo stampino o l’intelligenza artificiale di una malafede indecente e indisponente (a meno di non considerarli scemi, cosa che proprio non riusciamo a fare): vanno perdendo, ammesso che gl’importi, l’ultima scialuppa della decenza, perché almeno tacessero, si limitassero a sparire o ad ammettere: beh, ci siamo sbagliati, ci siamo cascati, siamo stati fanatici o semplicemente ingenui, insomma mollassero questo pendaglio da forca al suo destino.
Invece insistono nel tenerselo coi distinguo di paglia, “solo un’indagine”, “sedicenti garantisti” e ci senti lo convinzione che alla fine tutto si aggiusta, che certa propaganda spericolata si imporrà ancora una volta. Mentre è il loro castello di carte truccate, loschissime, che sta crollando: continuando a sostenere Hannoun e la sua articolazione di Hamas in Italia, chiarissima, inequivocabile visto che è lui stesso, sono i suoi congiunti più stretti a parlarne nelle intercettazioni (non è vero, garantisti doc?), questi insistono nel sostenere una realtà che vorrebbe il genocidio, l’olocausto nuovo verso gli stessi che accusano di genocidio.
Quanto a dire che si disarticolano da soli sotto il segno dell’odio. La maledicono in fama di dittatora, di Hitler tutti i giorni, la Giorgia Meloni: se la tenessero cara, perché al suo posto molti di noi la farebbero davvero sporca, fottendosene delle accuse di putsch e di golpe e non certo per reati d’opinione ma per una attività che in non pochi casi casi va oltre l’opportunismo, oltre la zona grigia, diventa concreta, connivente, operativa, pratica.
La cosa stupefacente di Hamas in pancia non è Hamas ma una sinistra che si dimostra più oscena dei peggiori sospetti; non se ne salva mezzo, e andrà tenuto conto che con questi non si può dialogare, sono o mglio noi siamo loro nemici come lo sono i loro amici di Hamas che erano pronti a spararci la jihad nella pancia, cosa che alla sinistra non creava alcun imbarazzo ieri come, basta sentirli sbavare, non lo crea a peggior ragione oggi.
Max Del Papa, 29 dicembre 2025
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).