Caso Ranucci, la morale dai grillini anche no

Il M5s denuncia gli attacchi del centrodestra al giornalista di Report. Da che pulpito arriva la predica

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ranucci conte

“Bonini, Sarzanini, Fittipladi, Izzo, Sallusti, Menafra, Polidori, Errante e Sacchettoni.” Correva l’anno 2017 e Luigi Di Maio, all’epoca leader del M5s, consegnava al presidente dell’ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, l’elenco sopra riportato. Erano i giornalisti sgraditi e da punire con la radiazione, per articoli o interventi in tv contro Virginia Raggi. Un’autentica lista di proscrizione. In conseguenza di ciò, Di Maio venne querelato dai giornalisti indicati e si salvò, pensate un po’, grazie all’immunità parlamentare, cui Di Maio più volte aveva annunciato di rinunciare, senza però mai farlo realmente.

“Il giornalista del giorno”

È il 6 dicembre del 2013, quando sul blog di Beppe Grillo, a tutti gli effetti organo ufficiale del M5s, una forza politica che da dieci mesi sedeva in Parlamento con un cospicuo numero di rappresentanti, compare per la prima volta la rubrica “il giornalista del giorno”. Ogni giorno vengono additati come venduti e servi i nomi di alcuni giornalisti. Tra gli altri, nel mirino ci finiscono Oppo, Gramellini, Merlo, Battista, Augias, Santoro, Lerner e il sempreamato Sallusti. Con toni più o meno aggressivi, vengono tutti indicati come bersaglio alla folla che, puntualmente, nei commenti colpisce con insulti e minacce. Al più odiato, a fine anno, viene attribuito il Premio Stercorario, dal nome di un tipo di scarabeo che si nutre di sterco. La prima e per fortuna unica edizione, se l’aggiudica Giuliano Ferrara.

“Classifica della libertà di stampa”

Per diversi anni, il M5s ha usato la classifica della libertà di stampa, redatta dal sito indipendente Reporters sans Frontiére, come una clava contro i giornalisti, per suffragare la propria tesi che in sostanza fossero tutti venduti. Poi però nel 2017 accade un fatto. Assegnando all’Italia il 52° posto, RSF dà, come sempre, la motivazione: con grande sorpresa, quell’anno assieme alle consuete intimidazioni mafiose subite dai giornalisti, vengono citati proprio i sistematici attacchi alla stampa da parte di Beppe Grillo, all’epoca ancora somma voce del M5s, in particolare per l’idea di creare giurie popolari che assegnassero patenti di fake news ai giornalisti.

“Vi mangerei per il solo gusto di vomitarvi” (19 settembre 2017)
“Giornalisti siete infami e boia della libertà di pensiero” (1 ottobre 2016)
“Mafiosi, buffoni, corrotti, siete dei falsari” (19 settembre 2017)
“Sciacalli, pennivendoli, saccentoni frou frou con la dissenteria mentale” (10 novembre 2018)
“Infimi sciacalli” (10 novembre 2018)
“Pennivendoli puttane” (10 novembre 2018)

Questi, per concludere, sono alcuni degli apprezzamenti verso la stampa che Grillo, Di Maio e Di Battista, in varie occasioni, hanno dispensato negli anni. Quindi, dal buon Conte che ieri è corso a sfruttare strumentalmente l’attentato a Ranucci, da lui, che guida oggi un movimento che ha così pesantemente contribuito a intorbidire le acque contro il giornalismo, da due suoi deputati che hanno chiaramente parlato di governo mandante morale per quanto accaduto, lezioni sulla libertà di stampa non se ne possono prendere. Mai nella vita. Mi dispiace.

Guglielmo Mastroianni, 18 ottobre 2025

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