Questa notte a Torre del Greco una strada si è trasformata in una trappola mortale. Una volante della Polizia, impegnata nel servizio notturno, è stata travolta da un Suv che viaggiava contromano a velocità folle. Alla guida, un giovane di 28 anni di Ercolano, già noto alle forze dell’ordine. Poi la fuga. Sul selciato, tra i rottami, è rimasto Aniello Scarpati, 47 anni, marito e padre di tre figli. Un poliziotto vero, uno di quelli che fanno il proprio dovere ogni giorno, spesso in silenzio.
L’impatto è avvenuto poco dopo le due del mattino, lungo la strada che collega la Litoranea a via Nazionale, in zona Leopardi. L’auto di servizio, con a bordo Scarpati e il collega Ciro Cozzolino, è stata colpita in pieno da una Bmw X4 lanciata ad altissima velocità e fuori corsia. L’urto è stato devastante: la volante si è ribaltata, volando per alcuni metri prima di finire in un vallone. Aniello è morto sul colpo. Ciro, invece, è stato estratto ancora vivo dai colleghi e dai soccorritori del 118, poi trasportato in codice rosso all’Ospedale del Mare di Napoli. È intubato, ha una frattura al bacino e lesioni interne, ma i medici dicono che non sarebbe in pericolo di vita.
La prima ricostruzione della tragedia ferisce e non potrebbe essere diversamente. Subito dopo lo scontro, sono giunti sul posto i poliziotti, i vigili del fuoco e i sanitari del 118. Erano arrivate due segnalazioni di un incidente che vedeva coinvolta una pattuglia alla centrale operativa dei carabinieri, che – dopo lunghissimi secondi di silenzio radio da parte della vettura coinvolta – hanno mandato sul posto un’altra unità. Una volta giunti sul posto, hanno rinvenuto le due auto coinvolte: l’Alfa Romeo Giulia degli uomini in divisa e la Bmw prima di conducente e di passeggeri.
Gli agenti si sono subito adoperati per estrarre i due poliziotti rimasti incastrati: per primo è stato estratto Scarpati, al quale è stato immediatamente praticato il massaggio cardiaco perché privo di sensi e in gravi condizioni. Successivamente, con l’ausilio dei pompieri, è stato estratto anche Cozzolino, trasportato dal 118 presso l’Ospedale del Mare per affrontare un delicato intervento chirurgico. Purtroppo, come noto, per Scarpati non c’è stato niente da fare: nonostante il tentativo di rianimazione, il personale medico non ha potuto fare altro che constatarne il decesso. Una vita spezzata così.
E la rabbia cresce. Perché sull’auto che ha distrutto quella volante viaggiavano in sei. Dopo lo schianto, il conducente è scappato a piedi, lasciando dietro di sé il caos e la morte. Gli altri cinque — tra cui una ragazza e un ragazzo di appena 13 anni e una 17enne — sono stati soccorsi e portati all’ospedale Maresca di Torre del Greco. Lì la polizia ha rintracciato e identificato tre di loro. Il guidatore, dopo una breve fuga, è stato individuato e arrestato: gli viene contestato il reato di omicidio stradale aggravato dall’uso di sostanze stupefacenti poichè i test sono risultati positivi.
L’auto era a noleggio. Il contratto intestato a quel ventottenne di Ercolano con precedenti per armi. Con lui, un 46enne di Portici, noto per truffa. Due adolescenti, una minorenne e un sesto passeggero che si è dileguato come gli altri. Dopo l’incidente, secondo le prime ricostruzioni, alcuni di loro sarebbero stati prelevati da una Fiat 500X rossa, arrivata pochi minuti dopo, e fuggiti. Sul luogo della tragedia sono arrivati gli investigatori e il questore di Napoli Maurizio Agricola che ha seguito di persona i primi rilievi. Le indagini proseguono per chiarire ogni dettaglio. Ma il quadro è già chiaro: una notte di servizio, un uomo che faceva il suo lavoro e una vita spezzata per colpa di chi scambia le strade per piste.
“La divisa, a volte contestata, schernita, oltraggiata, data per scontata, è questo: sacrificio continuo, estremo, inaccettabile per chi non conosce la profondità dei sentimenti che animano chi fa un giuramento alla Patria, alle sue istituzioni, ai suoi cittadini” le parole di Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato: “Sono ore di sgomento, paura e rabbia. Sono ore in cui il peso della divisa che portiamo si avverte in maniera quasi schiacciante, misto a quella generosità ed a quella dedizione incrollabili che sente chi fa questo, che non è un lavoro ma una missione. E mentre aspettiamo che l’autore dell’investimento mortale venga rintracciato e chiamato a rispondere dell’uccisione del collega, definiamo senza remore ‘eroi’ in nostri poliziotti immolatisi per il proprio dovere questa notte. Un eroe, si sa, è quello che con spirito di servizio va incontro al pericolo consapevolmente a costo della propria vita, ed è proprio ciò che gli appartenenti alle forze dell’ordine fanno ogni giorno”.
Aniello Scarpati aveva 47 anni. Era sposato, tre figli, due già adulti. Un agente del commissariato di Torre del Greco, stimato e rispettato dai colleghi. Non era un eroe in cerca di gloria, ma un servitore dello Stato che tornava ogni sera a casa, come tutti, sperando di poterlo fare anche la notte successiva. Ora, invece, la sua famiglia lo piange. E con loro, anche un Paese che sembra non saper più proteggere chi lo difende. La volante distrutta, la sirena muta, i lampeggianti che si spengono lentamente nel buio: restano l’immagine amara di un dovere portato fino in fondo.
Franco Lodige, 1 novembre 2025
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