Cronaca

Ceuta, Sanchez vede complotti ovunque: “Russia e Israele…”

Roma proroga i controlli per altri 15 giorni. Madrid ammette che servono migliaia di posti, ma il premier accusa Mosca, Tel Aviv ed estrema destra

Sanchez
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Alla faccia della normalizzazione. A un mese dalla crisi migratoria di Ceuta, l’Italia ha deciso di prorogare per altri quindici giorni i controlli alle frontiere aeree e marittime per chi arriva dalla Spagna. Tradotto: Schengen resta sospeso. E Madrid, per reciprocità, ha risposto prolungando i controlli sui passeggeri provenienti dall’Italia.

Il Viminale spiega che alla base della decisione c’è il “permanere degli elementi di valutazione che erano stati alla base” della reintroduzione dei controlli lo scorso primo agosto. Certo, Roma riconosce anche le iniziative avviate dalla Spagna insieme all’Unione europea e auspica che la situazione possa avviarsi verso una normalizzazione. Ma il dato politico resta piuttosto semplice: quella normalizzazione ancora non c’è.

Ed è un dettaglio non proprio secondario, soprattutto dopo settimane in cui da Madrid è arrivata una rappresentazione della crisi decisamente più rassicurante. Se la situazione fosse davvero rientrata, se il problema fosse sostanzialmente risolto, difficilmente due Paesi dell’area Schengen continuerebbero a mantenere controlli straordinari alle rispettive frontiere. Ma Pedro Sanchez, anziché soffermarsi troppo su questo particolare, ha trovato un’altra pista da seguire. Ed è una pista internazionale. Anzi, internazionalissima.

Secondo il premier spagnolo, attorno alla crisi di Ceuta si sarebbe messa in moto una “rete internazionale di estrema destra” impegnata a diffondere “notizie false”. Non solo. Nella sua ricostruzione entrano anche social network legati alla Russia e a Israele. “Dopo il 30 e il 31 luglio, si è verificata una diffusione di voci e disinformazione da parte di social network legati sia alla Russia che a Israele, nonché a una rete internazionale di estrema destra che continua a utilizzare la migrazione non solo per attaccare la Spagna, ma anche per attaccare l’Europa e dividerla”, ha sostenuto Sanchez. Praticamente manca soltanto il maggiordomo.

Perché il problema, prima ancora delle fantomatiche reti internazionali, è che la crisi di Ceuta è esistita davvero. Talmente tanto che l’Italia continua a tenere sospeso Schengen. Talmente tanto che lo stesso Sanchez oggi annuncia che “in breve tempo” serviranno seimila posti per accogliere i migranti rimasti nella città autonoma. E talmente tanto che il premier ammette che nei giorni precedenti all’ondata erano arrivati rapporti tanto dai servizi segreti quanto dalla polizia nazionale.

Certo, assicura Sanchez, “nessuno aveva previsto l’ondata”. E sulle apparenti contraddizioni tra il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska e la ministra della Difesa Margarita Robles nessun problema: secondo il premier, sembrano contraddizioni ma in realtà non lo sono. Una spiegazione che ha il pregio della semplicità: se due versioni sembrano diverse, basta dichiarare che non lo sono.

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Poi c’è il capitolo internazionale. Sanchez esclude responsabilità marocchine e si domanda invece se dietro la disinformazione possano esserci Russia, Israele e una non meglio precisata rete dell’estrema destra mondiale. Si chiede perfino se la scarsa solidarietà nei confronti della Spagna dipenda dal fatto che Madrid abbia “un governo di coalizione progressista” oppure dalle sue posizioni su Gaza.

Insomma, dalla frontiera di Ceuta si arriva rapidamente a Mosca, Israele, Gaza e all’internazionale nera. Tutto pur di non indugiare troppo sulla domanda più banale: com’è stato possibile che decine di migliaia di persone arrivassero in poche ore e che, un mese dopo, la situazione fosse ancora abbastanza seria da convincere l’Italia a mantenere i controlli?

Persino sulle vacanze durante la crisi Sanchez ha dovuto difendersi: “So che per alcuni non ho diritto alle vacanze. Ho lavorato e mi sono riposato perché ho anche questo diritto”. Verissimo: anche i premier hanno diritto a riposarsi. Un po’ meno convincente è l’idea che ogni critica alla gestione della crisi possa essere ricondotta a una gigantesca macchina della disinformazione internazionale.

Perché alla fine ci sono i fatti. Schengen resta sospeso. A Ceuta devono essere predisposti migliaia di posti per chi è rimasto. I servizi avevano prodotto rapporti prima dell’emergenza. E il governo continua a dover spiegare cosa sia successo. La Russia, Israele e l’estrema destra internazionale faranno pure propaganda. Ma per mettere in difficoltà Sanchez, stavolta, sembrano bastare le dichiarazioni dello stesso Sanchez.

Massimo Balsamo, 31 agosto 2026

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