Charlie Kirk non è più tra noi. Il giovane e brillante leader conservatore, astro nascente del movimento Maga e voce ascoltatissima tra i giovani repubblicani, è stato assassinato a soli 31 anni con un colpo d’arma da fuoco al collo mentre si trovava nel campus della Utah Valley University. Stava parlando a decine di studenti durante un evento organizzato da Turning Point Usa, la potente organizzazione giovanile che lui stesso aveva fondato a soli 18 anni. Un colpo secco, partito da circa 200 metri di distanza – secondo le prime ricostruzioni – dall’edificio Losee Center, ha posto fine alla vita di un uomo che per milioni di giovani rappresentava la speranza di un riscatto conservatore in un’America sempre più lacerata dalle divisioni ideologiche.
Le autorità hanno già effettuato un arresto, ma secondo quanto riportato dal New York Times non si tratterebbe del presunto attentatore. Restano dunque ancora molti punti oscuri su questo gravissimo episodio che arriva in un momento in cui la violenza politica negli Stati Uniti sta toccando livelli preoccupanti. Negli ultimi mesi si sono moltiplicati gli attacchi a esponenti di entrambi gli schieramenti: dall’ex segretario di Stato Mike Pompeo al governatore democratico Josh Shapiro, fino al tentato omicidio dello stesso Donald Trump, miracolosamente scampato alle pallottole durante un comizio in Pennsylvania.
Il tributo più sentito è arrivato proprio da Trump, a cui Kirk era legato da un rapporto di profonda stima e amicizia. “Il grande, e persino leggendario, Charlie Kirk è morto. Nessuno ha capito o posseduto il cuore della gioventù negli Stati Uniti d’America meglio di Charlie. Era amato e ammirato da tutti, soprattutto da me, e ora non è più tra noi. Le condoglianze mie e di Melania vanno alla sua splendida moglie Erika e alla sua famiglia. Charlie, ti amiamo!”, ha scritto il presidente su Truth Social. Anche il vicepresidente ha espresso cordoglio, pubblicando una foto insieme a Kirk e Donald Trump Jr., con cui Charlie aveva condiviso numerose battaglie, tra cui il celebre viaggio in Groenlandia per sostenere il visionario progetto dell’ex presidente di acquisire il territorio artico.
La tragedia è avvenuta in pieno giorno. Charlie stava parlando sotto una tenda con lo slogan “The American Comeback” stampato in bella vista, quando un proiettile lo ha colpito al collo. Un video girato con un cellulare mostra il momento drammatico in cui la testa dell’attivista si muove di scatto e inizia a perdere sangue. Panico tra i presenti, urla, fughe. Il campus è stato immediatamente posto in lockdown e ha chiuso per il resto della giornata. Secondo la portavoce dell’università, l’attacco è avvenuto circa 20 minuti dopo l’inizio dell’intervento. Un colpo solo, preciso, da lontano. Un’esecuzione.
Con Charlie Kirk se ne va una delle figure più carismatiche e influenti della nuova destra americana. Nato e cresciuto in Illinois, residente in Arizona, aveva fondato Turning Point USA nel 2012 con un obiettivo preciso: riportare i valori conservatori nei campus americani, troppo spesso ostaggio di ideologie radicali. E ci era riuscito. In pochi anni, l’organizzazione è diventata una macchina da guerra politica: presenza in oltre 850 college, una rete capillare di attivisti, speaker tour affollatissimi, milioni di giovani registrati al voto. Una struttura potente, ben finanziata, e con accesso diretto alla Casa Bianca durante l’amministrazione Trump.
Charlie non aveva mai ricoperto incarichi ufficiali, ma la sua influenza era reale. Dopo le elezioni del 2020, fu tra coloro che contribuirono a filtrare i possibili candidati repubblicani per garantirne la lealtà alla linea trumpiana. E con il suo popolarissimo podcast, le sue conferenze e i suoi libri – come il bestseller The Maga Doctrine – era diventato anche un imprenditore di successo. Criticatissimo dalla sinistra per le sue posizioni controverse su Covid, teoria critica della razza e cambiamento climatico, Kirk non aveva mai fatto un passo indietro. Anzi, con il suo stile diretto e senza filtri, aveva conquistato un’intera generazione che si riconosceva nel sogno di un’America forte, libera e orgogliosa delle sue radici. Ora quella voce è stata spenta. Ma la sua eredità politica, culturale e identitaria è destinata a restare viva. E forse, come spesso accade, più forte di prima.
Ma c’è anche un’altra riflessione da fare e riguarda la sinistra. Dove vuole arrivare? La domanda è lecita, perchè quanto sta accadendo non è degno di un Paese democratico. Un fiume di violenza senza precedenti e l’omicidio di Kirk rappresenta un nuovo messaggio di terrore. Pensiamo allo stragista trans di bambini, al killer afroamericano della povera ragazza ucraina, a tutte le vergognose reazioni sulla morte di Kirk. C’è qualcuno che ha detto che l’attentato è la naturale conseguenza delle sue posizioni di destra. In altri termini, l’attentatore ha una giustificazione. Una linea pericolosa, che ci riporta a tempi bui.
Franco Lodige, 11 settembre 2025
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