
Il nostro ministro degli esteri, al grido di “non si svende la giustizia per 200mila franchi!”, con mossa plateale ha ritirato l’ambasciatore italiano in Svizzera. Sì, perché il Moretti (cognome italiano, tra l’altro) ha pagato la cauzione ed è libero con obbligo di firma quotidiana in attesa di processo. Così dice la legge svizzera. E in Svizzera, a differenza che da noi, se uno è colpevole lo stabilisce il giudice, non la piazza o i media.
La cauzione è un istituto giuridico che esiste anche negli Usa, nei quali non pochi cittadini italiani sono stati messi in galera senza che il nostro governo facesse un plissé. Jacques Moretti, libero su cauzione, potrebbe scappare? È quanto dicono quelli che la pensano come il ministro. Solo che, uno in obbligo di firma quotidiana, se scappa te ne accorgi in giornata. E so per esperienza che la polizia svizzera non scherza. Avevamo votato per la destra appunto perché eravamo stufi di essere governati dalla piazza e da chi la manovra. Il governo attuale è impegnato, tra l’altro, in un braccio di ferro con la sinistra per via del prossimo referendum sulla separazione delle carriere in magistratura.
Ebbene, lo slogan adottato dai sostenitori del “No” insinua nel popolo il timore che, vincesse il “Sì”, i magistrati sarebbero sottomessi all’esecutivo. A nostra memoria, l’unica volta che una cosa del genere accadde fu a proposito del caso Priebke: assolto, venne ricacciato in carcere perché l’allora ministro della giustizia, Flick, si precipitò a impugnare la sentenza. A quel tempo, infatti, la propaganda e la piazza erano in mano ai sionisti, che la sinistra abbondantemente appoggiava. Oggi, i sionisti si sono fatti fregare dai filo-islamici sul piano propagandistico, e la sinistra manifesta per i finanziatori di Hamas, fino allo scontro piazzaiolo con la polizia per far liberare o per non far espellere imam radicali e i loro fiancheggiatori. Il governo, qui, resiste.
Bene. Lo abbiamo votato proprio per questo. E proprio per questo non ci piace la deriva manettara che, nel caso svizzero, rasenta un incidente diplomatico di cui non si sentiva il bisogno. Le autorità elvetiche, infatti, hanno buon gioco nel darci una lezione di legalità: Jacques Moretti è innocente fino a prova contraria, finché il giudice non stabilisce che non lo è. Vogliamo sentirci dire dagli svizzeri “come ti permetti di mettere bocca nel mio sistema giudiziario, fatti gli affari tuoi”? A proposito di ministri degli esteri italiani: Di Maio è oggi Alto Rappresentante della Ue per il Golfo Persico. Sul quale si affaccia l’Iran. E il caso attuale del regime sciita è con tutta evidenza di maggior momento di quello della discoteca elvetica, se non altro per il numero di morti e per il motivo per cui sono morti. Di Maio fu ministro degli esteri con il governo Conte. Ma col governo Renzi suoi predecessori furono Mogherini e Gentiloni. Non ricordo con quale dei due vennero velate le statue romane nude del Quirinale per non offendere i casti occhi del collega iraniano venuto in visita. Come diceva Nanni Moretti (per altro, comunista come tutti i registi italiani) in uno dei suoi film: “Ma sì, continuiamo a farci del male”…
Rino Cammilleri, 28 gennaio 2026
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