Che idiozia indagare Blanco per la sfuriata di Sanremo

Il cantante ha distrutto la composizione floreale sul palco del Festival. La procura di Imperia indaga per per danneggiamento

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È chiaro che la vicenda Berlusconi non è servita da lezione e non servirà mai. Nel giorno in cui scopriamo che dieci anni buttati tra intercettazioni, sputtanamenti, udienze e rinvii non sono serviti a nulla, visto che quel processo nepppure doveva iniziare, ci troviamo a dover commentare l’ennesima assurdità giudiziaria. Ovvero l’apertura di un’indagine per danneggiamento ai danni di Blanco, l’artista demolitore di rose sul palco dell’Ariston.

Ora, che la performance del cantante al Festival di Sanremo sia stata una scemenza bella e buona lo abbiamo detto e ridetto. Inutile ripetersi. I vent’anni non giustificano una reazione di quel genere solo perché le cuffie non funzionano a dovere. Però da qui a trasformare Blanco in una sorta di criminale ce ne passa. E soprattutto, il contribuente si chiede che senso abbia, dopo il prelievo del canone, essere costretto pure a spendere altri soldi per indagare su quanto avvenuto in diretta nazionale di fronte a 10 milioni di persone. Perché? Perché la procura di Imperia si è presa la briga di aprire un fascicolo, raccogliere gli elementi indiziari e iscrivere Blanco nel registro degli indagati con l’accusa di danneggiamento?

Per approfondire

Se nel processo Berlusconi, come scritto bene da Mattia Feltri, i pm hanno scambiato un “peccato” per un “reato”, qui siamo all’esasperazione. O meglio all’ossessione di dover punire ogni singolo gesto con il codice penale alla mano. Si scambia lo sbrocco di un momento per un gesto da trascinare di fronte a un giudice. Direte: c’è l’obbligatorietà dell’azione penale. Va bene. Magari alcuni saranno pure contenti che ad un giovane sbruffoncello venga imposta una simile punizione. Immagino il Comune di Sanremo e le associazioni di vivaisti si costituiranno allegramente parte civile nel processo. Ma che senso ha impegnare pubblici ministeri, investigatori, aule di tribunale e giudici (senza contare gli avvocati) per un fatto che – al netto della figura di palta colossale – meriterebbe solo un corso di buona educazione?

A Blanco andavano tirate le orecchie, come non ha avuto la prontezza di fare Amadeus in diretta, ma in fondo ha già presentato le sue scuse. Può bastare. Al massimo si potrebbe avanzare – se la Rai lo ritenesse necessario – una richiesta di risarcimento in rose rosse. Magari la prossima volta viale Mazzini ci penserà due volte prima di invitarlo in qualche trasmissione. Ma perché deve muoversi la Procura? Davvero non abbiamo alcun argomento migliore su cui impegnare le (poche) risorse del sistema giudiziario ligure?

Giuseppe De Lorenzo, 16 febbraio 2023

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