Chi lo spiega al Pd?

Ogni giorno un po' di veleno sulle cose del mondo

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caffè avvelenato Schlein

Qui al bar ci divertiamo come dei pazzi a leggere e rileggere gli scontri tra partiti di governo e opposizione, soprattutto quando le contrapposizioni sono basate sul nulla. E visto che ci ricordiamo bene com’era quando a scuola andavamo noi, non potevamo non sorridere di fronte alla bagarre sollevata dall’ultima circolare emanata dal ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, allo scopo di regolamentare eventuali “manifestazioni ed eventi pubblici all’interno delle istituzioni scolastiche.

Dice il ministro che è bene garantire nei dibattiti organizzati a scuola “par condicio e libertà di opinione”, assicurando quindi che vengano invitati a parlare esperti ed ospiti che possano coprire tutte le opinioni in campo. Così da non “indirizzare” gli studenti verso questo o quel pensiero. E voi direte: cosa c’è di male? Di male forse c’è che si sia dovuto attendere il 2025 per emanare una circolare simile, visto che “pluralismo” e “libertà” dovrebbero essere due fondamenta dell’educazione scolastica.

Invece… invece il Pd ritiene che la circolare contenga “passaggi ambigui e suscettibili di interpretazioni” che “potrebbero incidere sull’autonomia scolastica e sul pluralismo educativo”. Come, scusa? Quando l’abbiamo letto per poco non ci andava di traverso la brioche. Ma come può ridurre il pluralismo una circolare che chiede espressamente più pluralismo e di “garantire, in ogni caso, il dialogo costruttivo e la formazione del pensiero critico” senza condizionare gli studenti? Diteci: chi lo spiega al Pd che per “liberare le idee”, “discutere liberamente” ed “educare davvero alla cittadinanza” quello che serve è proprio il pluralismo invocato dal governo?

Giustamente Valditara considera l’attacco del Pd “parole inquietanti che lasciano trasparire l’intenzione di voler confondere l’autonomia scolastica con pratiche di indottrinamento”. E noi che tra i banchi di scuola ci siamo stati, possiamo confermare.

Il Barista

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