
Lunedì 13 ottobre 2025, i 20 ostaggi israeliani ancora in vita, detenuti per oltre due anni nella Striscia di Gaza da Hamas, sono stati rilasciati. La liberazione rientra in un accordo di pace mediato a livello internazionale, che prevede anche uno scambio di prigionieri e il cessate il fuoco tra Israele e Hamas. Il rilascio è avvenuto in due fasi. In mattinata, sette ostaggi sono stati consegnati dai miliziani alla Croce Rossa e successivamente alle Forze di Difesa Israeliane (IDF). Qualche ora più tardi, gli altri tredici sono stati trasferiti attraverso punti di raccolta organizzati nell’area di Khan Younis, nel sud di Gaza.
Chi sono gli ostaggi liberati: storie individuali
Tra i rilasciati ci sono Gali e Ziv Berman, gemelli di 28 anni di doppia cittadinanza tedesca e israeliana. I due fratelli erano stati catturati nel kibbutz di Kfar Aza. Altri nomi noti includono Alon Ohel, pianista di 24 anni con tripla cittadinanza (israeliana, tedesca e serba), che era stato ferito e incatenato durante la sua prigionia. Matan Angrest, 22 anni, sottufficiale israeliano, è stato rapito mentre cercava di fermare un’infiltrazione di Hamas. Tra i rilasciati ci sono anche Omri Miran, 48 anni, rapito dal kibbutz Nahal Oz davanti alla sua famiglia, e Maxim Herkin, 37 anni, originario dell’Ucraina e padre di una bambina.
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Un’operazione seguita da tutto il Paese
A Tel Aviv, migliaia di persone si sono radunate nella cosiddetta “Piazza degli Ostaggi” per seguire in diretta il ritorno dei prigionieri. Eventi trasmessi sui maxischermi includevano anche videochiamate tra gli ostaggi liberati e le loro famiglie. Tra queste, un momento emozionante è stato il collegamento di David e Ariel Cunio, rapiti nel kibbutz Nir Oz. La madre di Matan Zangauker, un altro ostaggio liberato, ha dichiarato tra le lacrime: “Tornate a casa, tornate tutti a casa. Non c’è più guerra.”
Il momento in cui gli ostaggi di ritorno hanno attraversato il territorio israeliano
Lo scambio di prigionieri e il rilascio dei detenuti palestinesi
Come parte dell’accordo, Israele ha deciso di rilasciare 1.966 prigionieri palestinesi. Tra questi, si contano 250 ergastolani condannati per crimini violenti, oltre a 1.700 persone arrestate dal 7 ottobre 2023, fra cui 22 minorenni. Tuttavia, l’elenco preciso dei detenuti da rilasciare è ancora oggetto di trattative, con Hamas che insiste sulla liberazione di prigionieri di alto profilo. Inoltre, le autorità israeliane stanno lavorando per garantire che tutte le operazioni si svolgano in modo coerente con gli accordi.
Il momento in cui Eitan Mor si riunisce ai suoi genitori.
Un capitolo doloroso: la restituzione dei corpi
Oltre al rilascio degli ostaggi vivi, l’accordo prevede anche la riconsegna dei corpi dei 28 ostaggi deceduti. Tuttavia, Hamas è riuscita a recuperare solo una parte delle salme, che saranno trasferite in Israele entro la giornata. Le autorità israeliane hanno annunciato che l’identificazione forense e la restituzione dei corpi alle famiglie verranno effettuate seguendo rigidi protocolli religiosi e nazionali. Rimane l’incertezza sul recupero delle restanti salme, che potrebbe richiedere il supporto delle forze internazionali.
Dopo 738 giorni, la famiglia Gilboa-Dalal è finalmente di nuovo unita.
Un accordo internazionale e un cessate il fuoco
La liberazione degli ostaggi si inserisce in un più ampio accordo di pace mediato dai principali attori internazionali, tra cui gli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump ha descritto il piano come “un grande giorno per il mondo intero.” L’intesa include anche la ricostruzione di Gaza e il disarmo progressivo di Hamas. Nel frattempo, aiuti umanitari sono stati inviati nella Striscia. Decine di camion carichi di cibo, farmaci e carburante hanno attraversato il valico di Rafah, in quello che è stato definito il più grande convoglio umanitario degli ultimi anni.
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